Civis: Zamboni conferma il passaggio per Strada Maggiore


BOLOGNA, 30 GEN. 2009 – "Il Civis passerà per Strada Maggiore". Non arretra di un millimetro l’assessore alla Mobilità del Comune di Bologna Maurizio Zamboni sulla querelle del progetto del tram su gomma bocciato dal comitato tecnico del ministero dei beni culturali, e al centro del question time di questa mattina a Palazzo D’Accursio. Non lo preoccupano neanche le parole della sovrintendente regionale Carla Di Francesco che, nei fatti, conferma i dubbi e la necessità di rivedere il percorso: "Quelle sono dichiarazioni, noi aspettiamo degli atti formali", ha replicato Zamboni parlando in aula. Quindi è tutto rimandato al parere ufficiale della Sovrintendenza sul progetto esecutivo, "di cui il Comune resta in attesa", ha ricordato l’assessore, e che "dovrà specificare su quali elementi si deve sviluppare un’ulteriore riflessione generale sul progetto". Zamboni ha ribadito "piena disponibilità a collaborare per vedere come, e non se, l’opera possa essere realizzata", ma solo "per cercare la soluzione migliore per inserire il passaggio del Civis all’interno del centro storico lungo le direttrici del progetto definitivo". Altrimenti, ha fatto capire, non mancherà "la volontà di far valere in tutte le sedi l’interesse della città". L’assessore non ha risparmiato una battuta politica verso chi "nel 2004 appaltò il Civis e oggi vuole rifarsi un’improbabile verginità". All’opposizione, che ieri ha anche auspicato le sue dimissioni, Zamboni ha chiesto "di non mentire spudoratamente: dire che il loro Civis non passava in centro è semplicemente una bugia", come, ha spiegato, dimostrano le carte del contratto. E, ha concluso: "si può cambiare idea in politica, ma non si può non avere la franchezza di dirlo e di assumersi le responsabilità delle decisioni". Anche se questo "é meno agevole per un’amministrazione in quanto, quando si prendono decisioni, si creano diritti soggettivi di terzi che vanno tutelati".

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