Civis, ipotesi di frode in appalto per Irisbus e Ccc


BOLOGNA, 17 GIU. 2011 – Si allarga l’inchiesta della Procura di Bologna sul Civis, il discusso tram su gomma a guida ottica che doveva entrare in funzione a Bologna. Per 7 indagati – tra cui 4 legali rappresentanti di Irisbus, società del Gruppo Fiat, e il presidente del Consorzio cooperativo costruzioni (Ccc), colosso dell’edilizia della Lega Coop – emerge l’ipotesi di reato di concorso in frode nelle pubbliche forniture. L’ipotesi (che sostituisce quella iniziale di inadempienza in contratti di pubbliche forniture) è contenuta nei nuovi avvisi a comparire inviati dalla Procura ai 17 indagati (per 15 è ipotizzata la corruzione) tra i quali l’ex sindaco di Bologna Giorgio Guazzaloca. Irisbus, che costruisce il mezzo Civis, e Ccc compongono l’Ati, che si è aggiudicata l’appalto. La frode è stata ipotizzata per Vincenzo Lasalvia, legale rappresentante Irisbus dal 2002 al 2004, e i suoi successori Giuseppe Amaturo, Salvatore Martelli e Pierre Fleck; Piero Collina, legale rappresentante Ccc; Marco Sabene e Pierluigi Lucchini, quali rappresentanti dell’Ati Ccc-Irisbus con delega alle gestioni delle attività di appalto, il primo dal 2004 al 2007, il secondo dal 2007 ad oggi. L’accusa è stata respinta dal Ccc: "Anche ammesso e non concesso che ci sia stata una frode da parte di qualcuno nelle forniture – ha spiegato l’avvocato Paolo Trombetti, difensore di Collina – il Consorzio ha fatto solo i marciapiedi. Ha curato solo l’opera edile, non può essere fatta al Ccc nessuna contestazione rispetto al mezzo. Anche nell’Ati ognuno risponde per le attività che svolge".Secondo l’accusa la frode è stata commessa per i ritardi, dovuti alla non idoneità dell’apparato tecnico dell’Ati, perché non sono state consegnate le opere al 28 giugno 2010, come fissato dal contratto (a quella data vennero forniti circa 5,06 km di tracciato rispetto ai 17,44 del progetto, a causa – per l’accusa – dell’inadeguata organizzazione tecnica dell’Ati). In sostanza – sempre per l’ipotesi dell’accusa – non è stata consegnato né il 28 giugno 2010, né dopo, il sistema di trasporto consistente in 49 filobus Civis a guida ottica conformi alla sicurezza. Il mezzo l’1 giugno è stato bocciato dalla locale Commissione di sicurezza del ministero. Per la Procura, sono emerse difformità sostanziali delle prestazioni rispetto al contratto di appalto: la velocità di accostamento alle banchine, la precisione di accostamento alle banchine, il tasso di guasto. L’analisi della sicurezza è stata fatta pensando ad un mezzo che viaggia su una corsia dedicata, mentre a Bologna è in maggior parte in corsia promiscua. In questo modo è stato provocato ad Atc un danno patrimoniale notevole, pari alle somme erogate per gli stati di avanzamento dei lavori. Oggi peraltro il Pm Antonello Gustapane, titolare dell’inchiesta con il Procuratore aggiunto Valter Giovannini, ha sentito Virgilio Di Giambattista, direttore generale dei trasporti pubblici locali del Ministero dei Trasporti. Al ministero spetta l’ultima parola dopo che la commissione ha giudicato non sicuro il Civis. La commissione, intanto, chiederà ulteriore documentazione a Irisbus sull’accostamento del mezzo. Poi spetterà al Comune decidere cosa fare e come utilizzare il Civis, quindi alla fine il Ministero dirà la sua.

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