“Civica”: un mese per dire no alle mafie


BOLOGNA, 16 MAR. 2011 – Durerà più di mese "Civica", la rassenga di incontri, convegni, workshop, presentazioni e spettacoli teatrali organizzata da Libera a Bologna per dire di no a tutti i tipi di mafie. Ma il momento più intenso sarà senza dubbio la mattina del 21 marzo, quando i nomi delle vittime innocenti di mafia verranno scanditi davanti al sacrario dei caduti della Resistenza in piazza Nettuno. Perchè l’Emilia-Romagna non può lavarsene le mani: "Ci crediamo immuni, ma è fondamentale non abbassare la guardia in questi momenti di crisi", è lo spirito degli organizzatori. La giornata di lunedì avrà un ideale seguito il 21 aprile, con l’arrivo in città della Carovana nazionale antimafie. Ad aprire la giornata di lunedì sarà il corteo che partirà alle 9 da piazza Verdi fino a piazza Nettuno dove verranno letti i nomi delle vittime. Alle 11.30, al teatro San Salvatore, lo spettacolo "Mafie in pentola. Libera terra. Il sapore di una sfida": dedicato alle scuole, i posti sono ormai esauriti. Quindi due workshop, organizzati dall’associazione "No Name": alle 16 alla Bottega Molto Buono di via Petroni per illustrare i campi di lavoro di Libera nelle terre confiscate alla malavita e alle 21 in vicolo Bolognetti per raccontare lo sbarco mafioso in Emilia-Romagna attraverso le inchieste sul racket e i beni confiscati. Prima e dopo lunedì il programma è ricchissimo (info su www.libera.it e Facebook): tra gli appuntamenti la cena dell’Arci il 26 al circolo Benassi e gli incontri con i magistrati Raffaele Cantone (il 30 alle 18 all’Ambasciatori) e Antonio Ingroia (l’11 aprile alle 17.30, sempre all’Ambasciatori). Presente il Procuratore capo di Bologna Roberto Alfonso, che ha accettato tutti gli inviti: "Crede molto in questa idea di condivisione della lotta", ha spiegato Antonio Monachetti, referente di Libera a Bologna. Proprio il pericolo di infiltrazioni al nord e soprattutto in Emilia-Romagna sarà al centro di "Civica": "Dobbiamo costruire degli anticorpi per evitare quello che è successo in Lombardia. Per ora c’é un rigetto, ma non è scontato né continuativo", ha sottolineato Simone Fabbri, coordinatore dell’agenzia Cooperare con Libera Terra. Anche per Danilo Gruppi, segretario della Cgil, che ha partecipato all’organizzazione di "Civica", "nella crisi si allentano le attenzioni e crescono i rischi di infiltrazione della malavita". Sullo sfondo la vicenda della Camst, che ha visto un panificio fornitore coinvolto in un’inchiesta di mafia: "In questo caso è parte lesa, ma dimostra che bisogna alzare l’asticella dei controlli", ha concluso Fabbri.

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