Cisl: i “G2” fondamentali per l’integrazione


MODENA, 21 FEB. 2009 – Sono oltre 15 mila gli stranieri di età compresa tra 0 e 14 anni che vivono in provincia di Modena. Rappresentano il 22 per cento dei 68 mila immigrati residenti che, a loro volta, sono il 10 per cento della popolazione totale. Ai cosiddetti immigrati di “seconda generazione”, cioè i figli nati da coppie straniere (1.513 nel 2007, pari al 22 per cento delle nascite complessive), la Cisl di Modena ha dedicato oggi un convegno organizzato in collaborazione con l’Anolf (associazione stranieri della Cisl). «Nel 2003 gli stranieri rappresentavano un minorenne ogni dieci residenti nella stessa fascia di età, mentre oggi abbiamo quasi un minorenne su sette – ha sottolineato Pasquale Coscia, responsabile delle politiche dell’immigrazione per la segreteria provinciale della Cisl – Nell’anno scolastico 2007/2008 gli alunni stranieri delle scuole di ogni ordine della provincia di Modena hanno raggiunto le 12.542 unità, pari al 13 per cento del totale degli studenti. È la scuola primaria, con oltre 4.700 unità (15,5 per cento del totale) a registrare la maggiore presenza di stranieri sui banchi; gli immigrati scendono a circa 2.600 (14,5 per cento) nella scuola media e al 9,3 per cento nelle superiori. La scuola rappresenta un luogo fondamentale di istruzione, formazione e socializzazione, oltre che di integrazione per i ragazzi. Proprio per questo – ha detto Coscia – riteniamo sbagliata e dannosa la proposta di classi ponte separate prevista dalla riforma Gelmini».Secondo la Cisl assumono grande rilevanza anche le questioni amministrative, dal permesso di soggiorno alla concessione della cittadinanza italiana, documenti che influiscono notevolmente sulla possibilità di vivere pienamente da cittadini il rapporto con la comunità modenese. «Nonostante l’impegno della Prefettura e della Questura di Modena, che nel 2008 hanno rilasciato complessivamente 27.575 permessi e carte di soggiorno e 2.920 ricongiungimenti familiari, i tempi di attesa restano troppo lunghi – ha affermato Coscia – Ciò provoca forti disagi ai cittadini stranieri, costretti a perdere intere di giornate di lavoro. Noi stessi siamo testimoni diretti delle loro difficoltà attraverso l’attività di assistenza che forniamo quotidianamente con il nostro Ufficio Stranieri, i cui operatori sono spesso messi a dura prova». La Cisl ricorda che la trasformazione interculturale della nostra società è già in atto: secondo le previsioni del Piano territoriale di coordinamento provinciale della Provincia di Modena (Ptcp) i residenti modenesi passeranno dalle 677.672 unità del 2007 alle 730 mila del 2015 (una crescita del 7,7 per cento), con una popolazione straniera stimata in circa 116 mila unità, pari al 16 per cento della popolazione. «Bisognerà tener conto di queste dinamiche nelle scelte per il governo del territorio e per la dotazione dei servizi – ha affermato il segretario provinciale della Cisl Francesco Falcone – Occorre lavorare affinché queste persone diventino parte della comunità modenese e non siano relegate in una società a parte. Si conceda la cittadinanza italiana ai giovani nati in Italia; la cittadinanza evita la criminalizzazione dell’immigrazione. Per questo riteniamo fondamentali l’alfabetizzazione della lingua italiana, azioni di conoscenza reciproca e mediazione socio-culturale, attività di contrasto al razzismo e alle discriminazioni». La stessa Cisl modenese, che ha quasi 8 mila immigrati iscritti (pari al 12,3 per cento dei 64 mila tesserati a fine 2008), intende allargare la sua associazione stranieri (l’Anolf) ai figli degli immigrati attraverso un loro coordinamento specifico. «Vogliamo creare un luogo di incontro e confronto tra culture, ma anche – ha spiegato Falcone – affrontare i problemi e formulare proposte per meglio rispondere alle nuove esigenze. Grazie alla scuola e agli altri percorsi di formazione e crescita, i giovani – ha concluso il segretario della Cisl – rappresentano una grande risorsa per favorire e sviluppare i processi di integrazione degli immigrati nel nostro territorio».

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