Cisl e Uil, prove di unità con la Cgil


RIMINI, 6 MAG. 2010 – Il giorno dopo i fischi, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti prendono la parola. Lo fanno sul palco del XVI Congresso della Cgil, davanti alla platea che ieri li aveva accolti in maniera polemica. Ma anche dopo l’appello all’unità sindacale che ha loro rivolto Guglielmo Epifani ai segretari di Csil e Uil nella sua relazione introduttiva. Entrambi sottoscrivono la sua volontà di superare le divisioni, anche se Bonanni non si esime dal replicare. "Quando verrà da noi lo applaudiremo perché siamo buoni ospiti, e tutti devono esserlo", ha detto riferendosi al leader Cgil. E in effetti lo stesso Epifani si è scusato per l’episodio sia pubblicamente che privatamente, "sapendo che una grande organizzazione, quando commette un errore, è capace di assumersene pubblicamente la responsabilità". Poi, però, Bonanni abbandona le polemiche. "Porto un saluto da parte della Cisl e l’augurio che questo congresso ci rimetta nelle condizioni di camminare ancora insieme. Non c’é alternativa all’unità tra Cgil, Cisl e Uil", ha ggiunto, questa volta tra gli appalusi del pubblico. "Basta con le recriminazioni, ognuno si prenda le proprie responsabilità", ha detto ancora Bonanni aggiungendo: "La possiamo mettere come la vogliamo sulle responsabilità dell’isolamento, ma chi è senza colpa scagli la prima pietra. Si può evitare questo attraverso maggiore generosità". Bonanni ha quindi sottolineato che "non è la prima volta che le nostre realtà sindacali confliggono; nel lungo percorso del sindacato, dal dopoguerra ad oggi, ci sono stati molti alti e bassi. Questo periodo di bassa dipenderà da come e quando riusciremo a raggiungere l’equilibrio perché l’unità tra noi sia proficua, durevole e efficace, proprio in un momento difficile come questo" legato alla crisi."Insieme siamo forti, da soli collezioniamo solo fallimenti", ha detto ancora Bonanni, per questo chiedendo di "interiorizzare il fatto che ci siamo noi ma ci sono anche gli altri". Il leader della Cisl si è anche soffermato sul piano-lavoro proposto da Epifani, sottolineando che "non c’é un problema solo di investimenti nuovi, ma di efficacia e di speditezza" degli stessi. "Bisogna rendere più veloce la spesa, che è lenta e farraginosa", in altre parole, ha concluso, "bisogna spendere presto e meglio".E, al termine del suo intervento, Raffaele Bonanni si è augurato che Cgil, Cisl e Uil possano sedersi "subito" al tavolo per una verifica sui contratti già firmati con il nuovo modello contrattuale. "Possiamo sederci subito per una verifica su tutti i contratti firmati insieme visto che la firma manca solo su uno", ha detto Bonanni. "No capisco – ha aggiunto – perché Epifani non esalti quello che hanno saputo fare le categorie". Per quanto riguarda la Uil, il sindacato appare disponibile a rivedere il modello contrattuale a patto che il confronto con le altre organizzazioni sindacali si faccia "sugli accordi e non sulle piattaforme". Lo ha detto il segretario generale della Uil Luigi Angeletti, commentando in occasione del suo intervento al congresso Cgil la proposta di Epifani di tornare a discutere della riforma del modello contrattuale. "La Uil per anni ha cercato di cambiare il modello contrattuale prodotto nel ’93 perchè contestava l’idea sottostante dell’inflazione programmata. Ci siamo riusciti e – ha aggiunto mentre dalla platea si è sollevata qualche protesta – non è mai accaduto nella nostra storia di rinnovare tanti contratti in così pochi mesi senza scioperi", ha detto Angeletti che, tra nuovi brusii in sala, ha fatto notare alla platea che "questi accordi li avete sottoscritti anche voi". "Certo nulla è perfetto e noi che siamo laici non abbiamo problemi a cambiarlo, partendo però dal fatto che i modelli contrattuali sono strumenti che servono ad avere miglioramenti salariali e noi, nel 2009, abbiamo aumentato i salari dei lavoratori italiani. Forse – ha aggiunto – la nostra idea non era così peregrina". Angeletti ha tuttavia ricordato che "quell’accordo non è frutto di divisione politica fra noi perché il problema tra di noi lo abbiamo avuto quando siamo andati a trattare con Confindustria. Queste sono le radici delle nostre diverse opinioni e se qualcuno ci convince che si può fare un accordo migliore, e non una piattaforma, noi non abbiamo problema a cambiare, ricordando però che siamo riusciti a fare l’unica riforma sociale del Paese".Pur se con qualche polemica in più, anche Angeletti lancia un appello all’unità tra i sindacati. "Questo è uno dei momenti, nella nostra lunga storia, in cui registriamo uno dei più bassi livelli di condivisione delle politiche sindacali", ha detto il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti. Questo "non credo sia frutto di scelte delle nostre organizzazioni", ha aggiunto, ma richiede "un profondo ragionamento sulla crisi e su come pensiamo sia necessario uscirne. Riflettere sui cambiamenti non é un esercizio dello spirito, è l’essenza di quello che dobbiamo fare".

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