Cinzia-gate, indagati per corruzione Delbono e Divani


BOLOGNA, 7 APR. 2010 – L’ipotesi è di corruzione. Una nuova pesante accusa finisce nel fascicolo relativo al secondo filone della vicenda Cinzi-Gate, lo scandalo che ha portato le dimissioni di Flavio Delbono da sindaco di Bologna. Al centro dell’inchiesta c’è sempre lui, assieme all’amico Mirko Divani, titolare di una ditta che avrebbe ricevuto diversi appalti da Cup 2000 società della quale l’ex primo cittadino ricopriva la vicepresidenza essendo, al tempo dei fatti, numero due della Regione.Il nuovo fascicolo aperto dalla procura ruota attorno al famoso bancomat avuto da Divani che Delbono aveva affidato all’ex compagna Cinzia Cracchi. Per riavere quella tessera magnetica e per non parlarne, Delbono avrebbe offerto alla Cracchi 40 mila euro, questo almeno secondo la versione della donna al Pm Morena Plazzi.Secondo le indagini il bancomat potrebbe essere il punto d’incontro degli interessi economici di Delbono e di Divani. I magistrati vogliono indagare sulle consulenze di Divani per Cup 2000, società partecipata pubblica del cui consiglio di amministrazione Delbono faceva parte. Con il bancomat vennero prelevati oltre 40.000 euro (dopo la fine della relazione con Cinzia e fino al giugno 2009 lo stesso ex sindaco utilizzò la tessera per prelievi): era denaro che Divani gli doveva, aveva spiegato Delbono nell’interrogatorio. Delbono aveva spiegato anche di non sapere che tipo di attività svolgesse Divani per il Cup e che l’amico fosse titolare di una società. Per gli avvocati dell’ex sindaco non vi sarebbero atti che reggano l’ipotesi di corruzione che a loro avviso sarebbe stata avanzata dal Pm solo per ragioni tecniche.

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