Cinzia-gate, i “non ricordo” di Delbono


BOLOGNA, 19 FEB. 2010 – Un interrogatorio durato quasi sette ore quello di ieri in Procura che ha visto l’ex sindaco Flavio Delbono per la seconda volta davanti ai giudici nelle vesti di indagato per peculato, truffa aggravata e induzione a rilasciare dichiarazioni non vere per aver tentato di convincere la ex compagna cinzia Cracchi a ridimensionare le vicende oggetto dell’inchiesta. All’uscita, dall’ingresso laterale della procura, ha evitato i giornalisti apparendo piuttosto teso. Il verbale, come tutti i precedenti, è stato secretato.Gli incontri con Cinzia Cracchi sono stati uno dei temi dell’interrogatorio. Il difensore di Delbono, Paolo Trombetti, ha spiegato che il suo assistito ha risposto "in modo esaustivo a tutto ciò che gli veniva richiesto di chiarire, e ha respinto ancora una volta l’accusa di aver indebitamente utilizzato denaro pubblico, sia pur per modesti importi, per finalità private e personali". Il riferimento è alle missioni in compagnia di Cinzia Cracchi, allora, ai tempi in cui Delbono era vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, sua segretaria e fidanzata. Tra i viaggi di cui si è parlato, quelli fatti per andare in vacanza con Cinzia a Capri per tre anni di fila, dal 2005 al 2007. In questi viaggi il problema, dal punto di vista giudiziario, nasce dai trasferimenti di Delbono, che si fece rimborsare (compresi alcuni giorni di diaria), giustificando il tutto con incontri con amministratori locali. Secondo la Procura di quegli incontri non c’é traccia. E anche ieri Delbono non avrebbe saputo indicare nessun nome di amministratore incontrato o di convegni. Non lo ricordava e non avrebbe avuto nemmeno agende per ricordare. E si è parlato anche dei viaggi fatti dopo la rottura delle relazione con Cinzia a New York e ad Amsterdam con un’altra donna, anche lei, come l’ex compagna, dipendente regionale. Delbono avrebbe precisato che la persona che viaggiava con lui era in ferie.Al centro delle indagini c’è anche il bancomat in uso alla signora e di proprietà dell’imprenditore Mirco Divani che ebbe in appalto l’informatizzazione degli studi dei medici di base. Divani cominciò a collaborare (atrraverso appalti e consulenze) con il Cup quando Delbono faceva parte del consiglio di amministrazione del Centro unificato di prenotazione. Con il bancomat vennero prelevati 46.000 euro (dopo la fine della relazione con Cinzia e fino al giugno 2009 lo stesso ex sindaco utilizzò la tessera per prelievi): era denaro che Divani gli doveva, ha spiegato nell’interrogatorio affermando di essere solo un amico di Divani, di non ricordare quali attività questi svolgesse per il Cup e di non sapere che avesse una società che lavorava per quella struttura.I 5.000 euro a Cinzia. Nell’interrogatorio si è parlato anche dei 5.000 euro in contanti che tramite Luisa Lazzaroni, l’ex-assessore comunale al welfare fedelissima dell’ex primo cittadino, sarebbero arrivati contenuti in due buste, a fine 2008 e nell’autunno 2009, a Cinzia Cracchi, la quale aveva negato la circostanza in un confronto con Lazzaroni: Delbono ha spiegato che Lazzaroni non sapeva del contenuto delle buste. E ai magistrati che gli chiedevano dove avesse preso il denaro, avrebbe spiegato che non può dare documentazione della provenienza visto che si trattava di contanti. Contanti che avrebbe avuto spesso, perché per molti anni glieli ha dati sua madre.Le telefonate all’ex compagna. Ci sono stati poi gli aspetti delle pressioni che – secondo l’accusa – sarebbero state esercitate su Cinzia, prima del suo primo interrogatorio di gennaio davanti al Pm: in particolare i tabulati da cui risultano chiamate fatte da Delbono a Cinzia. Era lei a cercarmi facendo due squilli sul mio cellulare prima che rispondessi – avrebbe spiegato – poi io la richiamavo. Le chiamate senza risposta non risultano nei tabulati perché non generano traffico telefonico. La sera prima dell’interrogatorio di Cinzia non ci sarebbe stato nessun incontro (come riferito dalla ex), ma solo un sms mandato all’ex compagna tramite un’altra persona a cui però non ci sarebbe stata risposta. I Pm avrebbero fatto anche contestazioni concrete su offerte che sarebbero state fatte da Delbono all’ex compagna.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet