Cina e la situazione del mercato ceramico


Montagne russe, anzi cinesi: è la fotografia dei mercati finanziari mondiali che in questi giorni sono alle prese con lo scoppio della bolla azionaria a Shanghai. Tuttavia, spiega il presidente di confindustria ceramica Vittorio Borelli, la crisi cinese dovrebbe avere un impatto limitato sul settore ceramico italiano. In Cina, prosegue Borelli, le aziende ceramiche italiane sono presenti solo con alcune joint-venture di tipo distributivo, nessuna invece dedicata alla produzione. Le imprese hanno preferito infatti la strada dell’internazionalizzazione, aprendo stabilimenti in Europa, Stati Uniti e Russia, principali mercati di sbocco delle piastrelle made in Italy. A preoccupare il settore semmai è il termine, previsto il prossimo anno, dei dazi europei antidumping.

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