Ciliegia, ottima stagione


Per la ciliegia, quella appena terminata, è stata una campagna di raccolta da record. Con una produzione di oltre 60 mila quintali le aziende agricole del comprensorio, sia nel modenese che nel bolognese, non solo hanno praticamente raddoppiato il dato dello scorso anno (caratterizzato dal maltempo) ma hanno superato anche il livello medio della zona, intorno ai 50 mila quintali in caso di condizioni meteo buone. E quest’anno il 43 per cento della produzione, pari a circa 25 mila quintali, è costituito da ciliegia Igp. I dati sono forniti dal Consorzio della ciliegia, della susina e della frutta tipica di Vignola in collaborazione con la Provincia di Modena. «I dati sono sicuramente positivi – sottolinea Luca Gozzoli, assessore provinciale alle Politiche agricole, sia in termini di quantità che di qualità del prodotto. La ciliegia di Vignola rappresenta un’eccellenza che intendiamo valorizzare ulteriormente. E la procedura di revisione del disciplinare Igp, avviata lo scorso anno e in fase di conclusione, va in questa direzione». La qualità della produzione è confermata anche da Andrea Bernardi, presidente del Consorzio che parla di «risultati positivi sia in termini di quantità che di qualità, anche se i prezzi di mercato in media non sono stati particolarmente remunerativi per i coltivatori. Poi abbiamo avuto qualche problema con la drosophila, un moscerino che ha provocato danni ai ceraseti dove non era stato effettuato il trattamento».

Per quanto riguarda l’Igp, la modifica del disciplinare della ciliegia Igp è stata approvata di recente dal ministero delle Politiche agricole. Ora la procedura è passata a Bruxelles per il parere definitivo dell’Unione europea, atteso entro la fine del 2014. Tra le modifiche principali, proposte dal Consorzio di tutela della Ciliegia Igp di Vignola, costituito nel 2013 a seguito, appunto, del riconoscimento del marchio Igp, spicca l’inserimento di nuove varietà: Early bigi, Bigarreu Burlat, New star, Celeste, Primeginat, Carmen, Grace star, Santina, Vera, Cristalina, Black star, Canada giant, Regina e Staccato. Il problema maggiore dopo la stagione 2013, infatti, la prima del marchio Igp, è stato causato, come ha rilevato il Consorzio, dall’esclusione dal disciplinare di ben 14 varietà del frutto, le più “giovani”, cioè coltivate da meno anni, che però rappresentano circa il 50 per cento della produzione totale del comprensorio e sono di ottima qualità come le ciliegie certificate Igp, coltivate nello stesso modo e dagli stessi produttori. «Se il nuovo disciplinare sarà approvato – afferma Walter Monari, direttore del Consorzio – come auspichiamo, dovremo sensibilizzare le imprese già iscritte affinché aggiornino il loro catasto con le varietà da marchiare e far conoscere alle aziende non iscritte le opportunità offerte dal nuovo disciplinare». Tra le altre modifiche figura anche l’inserimento di nuove forme di allevamento (fusetto) e l’aumento della densità a due mila piante per ettaro; poi c’è il superamento della definizione rigida dei formati, previsto dal disciplinare, sostituendola con un range da 250 grammi a sei chili. Il Consorzio ha proposto, inoltre, di modificare le norme sull’etichettatura. Nel 2014 hanno aderito all’Igp oltre 520 aziende di cui 464 produttori semplici, 48 produttori e confezionatori e 14 centri di confezionamento.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet