Cigs anti-esuberi:accordo alla Bonfiglioli


BOLOGNA, 27 FEB. 2013 – Non è "nè brutto nè bello", ma "necessario per salvaguardare i lavoratori e rilanciare l’azienda". Così il segretario regionale della Fiom Bruno Papignani ha definito l’accordo per gli stabilimenti Bonfiglioli di Bologna, Modena e Forlì, annunciandone via Facebook la firma arrivata ieri in tarda serata nella sede di Confindustria della città romagnola. Una firma che, però, esclude la Fim-Cisl. L’intesa prevede "un piano industriale sufficientemente dettagliato sul quale il confronto è tutt’altro che concluso". Ne fanno parte "rientri di lavorazioni meccaniche, di montaggio e la costruzione di un unico polo della logistica", una discussione sull’organizzazione del lavoro "per produrre un’efficacia maggiore degli interventi e investimenti e quindi di produttività" e soprattutto il ritiro dei 230 esuberi "accedendo alla cassa integrazione speciale per crisi per un anno, con la rotazione fra tutti i 1.240 dipendenti, garantendo in ogni caso almeno una settimana al mese di lavoro a ciascuno".Durante i 12 mesi di cigs, prosegue Papignani, "sarà consentito in forma esclusivamente volontaria l’accesso alla mobilità" e chi vorrà "volontariamente andare in pensione (con certezza di trattamento garantita dall’azienda) avrà un incentivo pari a 800 euro al mese per ogni mese di mobilità spettante"; per chi lascerà volontariamente l’azienda per altre ragioni per accedere alla mobilità l’incentivo è di 27.500 euro."Questo è un accordo che va vigilato, verificato senza mai abbassare la guardia, in quanto la situazione è molto difficile", avverte il segretario. Tra un anno, se la situazione alla Bonfiglioli sarà ancora problematica, "si utilizzeranno gli ulteriori strumenti che la legge mette a disposizione, scegliendo unicamente fra quelli che hanno le caratteristiche di evitare i licenziamenti a partire dal contratto di solidarietà". Nel frattempo, "tutti gli accordi vigenti a livello aziendale troveranno piena attuazione compreso il riconoscimento del contratto nazionale del 2008", l’ultimo sottoscritto da tutte le organizzazioni sindacali e votato dai lavoratori "per le sue parti normative e dei diritti sindacali". E se oggi e domani nelle assemblee previste in tutti gli stabilimenti non ci saranno particolari problemi, il 4 marzo in Regione l’intesa verrà siglata definitivamente.LA POLEMICA CON LA FIM"La Fiom favorisce il licenziamento di 230 lavoratori – risponde a stretto giroin una nota il segretario generale della Fim-Cisl Emilia-Romagna Giovanni Caruso, presente all’incontro concluso con la firma tra Fiom-Cgil, Uilm-Uil e la stessa azienda – per quanto ci riguarda ribadiamo la nostra contrarietà ad un piano industriale che oltre a danneggiare gravemente i lavoratori, non dà alcuna garanzia di futuri investimenti". Ad ogni modo, chiosa la nota, "nei prossimi giorni, a partire da domani, faremo assemblee per spiegare la gravità della situazione e per chiedere ai lavoratori di bocciare un’ intesa che porterebbe solo a licenziamenti collettivi, presentando, nel contempo, una proposta basata sui contratti di solidarietà, che significherebbe zero licenziamenti e una bella iniezione di fiducia per il futuro".Papignani non ci sta, e risponde precisando che il ricorso alla cigs per un anno alla Bonfiglioli è "a rotazione e con integrazione salariale, successivamente (qualora permanessero difficoltà oggi non prevedibili) si prevede il ricorso al contratto di solidarietà". L’ipotesi della mobilità è invece su base volontaria e con incentivi. "Pertanto è un accordo che prevede diverse cose importanti (piano industriale) ma esclude tassativamente i licenziamenti".

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