Cibus, le startup incontrano il pianeta cibo


Startup di giovani imprenditori, per lo più nel campo delle tecnologie digitali, incontrano il pianeta cibo. Succede al Cibus Land di Parma, che ieri sera durante la Digital Food Night ha raccolto progetti innovativi che vedono protagonista il food, fruibile attraverso nuovi canali dentro e fuori casa. E’ il caso di BeMyEye: ‘sarai tu il mio occhio’ è l’invito del general manager dell’azienda Luca Antonietti. “Il servizio riesce a svolgere ricerche di mercato in pochi giorni e a costi limitati – assicura Antonietti – a recuperare i dati sono gli oltre 20.000 ‘eye’,collaboratori occasionali che utilizzano un’apposita app per iPhone, e che forniscono immagini e informazioni da ogni località d’Italia”. Stefano Portu si fa inoltre portavoce della sua esperienza con DoveConviene, una sorta di edicola online geolocalizzata, una piattaforma digitale che rappresenta una guida al miglior acquisto; risparmio e comodità anche con restOpolis, portale italiano per la prenotazione gratuita dei ristoranti online. A misura di single e con un target giovane anche i sughi monoporzione di Althea del giovane imprenditore partenopeo Andrea Ricciulli approdato a Parma, con una storia di imprenditoria di successo: un fatturato di 20 milioni di euro nel 1997, oggi cresciuto a quota 72, con un export del 75% su oltre 50 mercati. Dati festeggiati al Teatro Regio con l’evento ‘A journey into taste’ nel segno della lirica e della musica contemporanea. (ANSA). Dall’inizio dell’anno gli italiani hanno brindato meno, mentre sugli scaffali della grande distribuzione, la Gdo, i prezzi degli spumanti sono cresciuti nei primi quattro mesi del 2%-3%. Lo segnala al Cibus, che si conclude oggi a Parma, Giampietro Comolli dell’Osservatorio economico dei vini effervescenti, Ovse. Rispetto allo stesso periodo dello stesso anno, precisa l’esperto del mercato spumantistico, ”il venduto in Italia segna un calo del 5%-6%. Per fortuna, l’export si mantiene buono, ma Russia e Cina danno segnali di stasi negli acquisti. Mentre sia in Italia che nei listini per l’estero cresce il prezzo”. ”E’ quasi una metafora della crisi in Italia – osserva Comolli – sembra che il prezzo di vendita vada da una parte mentre i consumatori vanno dall’altra. Non è detto che l’aumento dei prezzi sia la causa del calo dei consumi ma sicuramente incide tra gli enoappassionati che chiedono filiere più corte, con meno intermediari dunque. In campo enologico sembra infatti funzionare – a giudizio di Comolli – l’incontro vis à vis col produttore; funzionano le cantine aperte, come funziona la presentazione dei Franciacorta in Puglia o del Lambrusco a Catania. Per vendere sembra meno utile la formula fiera rispetto ai banchi d’assaggio col produttore in piazza”.

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