Cibus, dove gli alimentari incontrano gli affari


23 APR. 2012 – Prodotti agroalimentare d’eccellenza e ghiotti affari. E’ il binomio che fa da sfondo a Cibus, manifestazione da ventisette anni conosciuta come fiera della industria alimentare italiana, ma anche come fiera della grande distribuzione, italiana ed estera. Vale a dire il luogo “where food meets business”, come recita il claim della prossima edizione, la sedicesima, in programma a Parma dal 7 al 10 maggio 2012. Il dato eclatante del 2011, per il settore dell’industria alimentare, è quello della domanda estera in continua crescita di food made in Italy. Una richiesta proveniente non solo dai Paesi tradizionali importatori di cibo italiano (Germania e Usa), ma anche in quelli emergenti: India, Brasile, Russia, Cina e Vietman.L’export alimentare è cresciuto del 10,3% nel 2011 e le previsioni per il 2012 sono buone. Inoltre le aziende italiane tengono anche sul difficile mercato interno e portano la bilancia commerciale dei prodotti tipici del made in Italy a un saldo positivo di 7 miliardi di euro. Ma il mantenimento di questi tassi di crescita dipenderà da più fattori: dalla coesione dell’intera filiera agroalimentare, dalla integrazione delle attività mirate all’internazionalizzazione di enti governativi e non, dalla capacità di veicolare i prodotti italiani nella grande distribuzione estera, dai risultati della lotta contro i prodotti imitativi, il cosiddetto "italian sounding". Questi i temi al centro di Cibus 2012.Cibus (120 mila mq di area fieristica, 2.300 aziende espositrici), sarà inaugurata il 7 maggio dal Ministro delle Politiche agricole Mario Catania e ospiterà anche la assemblea annuale di Federalimentare. "L’industria alimentare italiana fatta di 6.500 medie e piccole imprese che impiegano 410.000 lavoratori e genera 130 miliardi di euro di fatturato, è la seconda realtà manifatturiera del Paese e produce l’8,1% del Pil" ha detto nel corso della presentazione il presidente Filippo Ferrua, ricordando che Cibus, frutto della collaborazione tra Federalimentare e Fiere di Parma, ha triplicato quest’anno le prenotazioni dei buyers provenienti dai Paesi emergenti, come dai mercati storici di sbocco.

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