Ciak si gira Bar Sport. Chi mangerà la Luisona?


BOLOGNA, 6 SET. 2010 – L’uomo primitivo non conosceva il bar. Inizia con queste parole il primo libro e forse l’opera più famosa di Stefano Benni, "Bar Sport". Un racconto che parte proprio da lontano, ovvero dalle origini del bar nella storia dell’uomo. Scritto nel 1976, dopo trentaquattro anni è pronto per diventare un film. Le riprese sono già iniziate a Sant’Agata Bolognese, comune alle porte di Bologna scelto dalla produzione come scenografia ideale per ambientare la pellicola negli anni Settanta. Ma soprattutto per ricreare l’atmosfera di provincia italiana che si legge fra le righe di Bar Sport.Sul grande schermo si potranno presto vedere, dunque, tutti, o quasi, i personaggi che popolano il mitico Bar del racconto di Benni. Come il "professore", filosofo e studioso di donne, interpretato da Teo Teocoli e il "tecnico", esperto di calcio e di qualsiasi altro argomento, impersonato da Claudio Bisio. Altri ruoli importanti sono affidati a Giuseppe Battiston (il proprietario del Bar), Antonio Catania (Muzzi), Bob Messini (Cocosecco), Antonio Cornacchione (Bovinelli), Angela Finocchiaro (Angela), Lunetta Savino ( Lunetta), Gianluca Impastato (Pinotti), Alessandro Giampaoli (Poluzzi), Vito (Geometra Buzzi) e Roberta Lena (Elvira Lire Tremila).Protagonista del film, come del libro, non è però un personaggio, bensì una pasta: la Luisona, "la decana delle paste". Nel ritratto del bar di provincia italiano fatto da Benni, infatti, la bacheca dove stanno i dolci per la colazione è "puramente coreografica", così che le paste diventano "ornamentali, veri e propri pezzi di artigianato" che restano dietro la vetrinetta per anni tanto che i clienti del bar finiscono per chiamarle per nome. La Luisona sta nella bacheca dal 1959, nel libro finisce per essere mangiata da un rappresentante di Milano che dovrà fermarsi, per il mal di pancia, in un autogrill di Modena. Il nome dell’attore che interpreterà il malcapitato commesso viaggiatore ancora non si conosce. E’ una sorpresa che il regista del film, Massimo Martelli, vuole svelare il più tardi possibile.

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