Ci si laurea prima, ma che fatica trovare lavoro


BOLOGNA, 20 OTT. 2010 – Il sudato pezzo di carta nelle università dell’Emilia Romagna arriva prima. Poi però la fatica a trovare un impiego è nella media nazionale. E’ l’analisi dell’istituto Almalaura elaborata su 285.290 curricula di studenti usciti dalle università di Bologna, Parma, Piacenza Modena e Reggio Emilia. Il 57,7% dei laureati specialistici in uno di questi quattro atenei, dicono i numeri, lavora ad un anno dalla laurea, l’86% a cinque anni dal titolo. Numeri migliori rispetto alla media nazionale: dopo un anno lavora il 56,7%, dopo cinque l’82%. LAUREATI SPRINT L’età media di chi raggiunge il traguardo del "3+2" (ovvero gli specializzati) è di 26,2 anni (27,5 nel 2001), e si abbassa ancora (24,7) al netto delle immatricolazioni tardive, cioè di chi si iscrive due o tre anni dopo l’età canonica. La regolarità passa dal 10,2% al 45%, contro il 39% nel resto della penisola. Boom anche di stage e tirocini, ora scelti dal 54,2% contro il 14,5 del 2001.TROVARE LAVORO CHE FATICA La ricerca mette in evidenza, però, come solo il 31% dei 6.421 studenti diventati dottori specialistici nel 2008, e intervistati nel 2009, ha un lavoro stabile, cioè autonomo o a tempo indeterminato, contro il 37% in Italia. Quelli che si sono laureati nel 2004 sono stabili, invece, nel 72,5% dei casi. Il loro guadagno medio è di 1.363 euro al mese (1.328 in Italia), gli specialistici laureati un anno fa portano a casa solo 1.094 euro al mese (1.115 il dato nazionale).Per quanto riguarda i laureati con titolo triennale, sono occupati il 47,2%, anche in questo caso un dato superiore al nazionale (45,9%). Il 55,1% invece si iscrive ad una specialistica, e il 14,1% lavora e allo stesso tempo frequenta un ateneo.LE LAUREE PIU’ RICHIESTE Almalaurea ha poi cercato di capire quali sono i profili più richiesti dalle aziende, con uno studio che ha coinvolto imprese in regione e non (45% contro il 55%). Quelli più richiesti escono da Ingegneria, il 40%, in particolare meccanica, elettronica e gestionale. Segue Economia (17%). L’età media richiesta è di 27,6, il voto minimo è 99,3 su 110. L’83% delle aziende richiede una conoscenza almeno buona dell’inglese, il 30% ottima. Gli inserimenti previsti riguardano principalmente il settore commerciale, seguono ricerca e sviluppo. "Consiglio agli studenti – ha detto Andrea Cammelli – di fare esperienze all’estero, di imparare bene le lingue straniere e di iscriversi a quei corsi che prevedono stage nelle aziende".

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