Chiusura negozi Tre Stelle, proclamato stato di agitazione


Il gruppo Mercatone Uno di Imola, catena nazionale di strutture commerciali per la vendita di mobili e arredamenti, ha annunciato lo scorso 6 marzo ai Sindacati di categoria la chiusura di diversi negozi sul territorio nazionale, nell’ambito di un piano di pesante ristrutturazione come condizione per poter accedere a nuovo credito bancario. I negozi interessati alla chiusura sono 6 (su un totale di circa 80) della linea Mercatone Uno e tutti i 7 punti vendita Tre Stelle, di cui 2 a Modena (1 a Medolla e 1 a San Cesario), più la ristrutturazione della sede centrale a Imola. Con un esubero complessivo di circa 300 addetti a livello nazionale, di cui oltre il 50% in Emilia-Romagna (basti pensare che oltre la metà dei negozi coinvolti dagli esuberi e la stessa sede centrale sono nella nostra Regione). Per quanto riguarda Modena, la chiusura dei 2 negozi Tre Stelle riguarda circa 20 addetti, oltre a diversi addetti con contratti di associazione in partecipazione.

 

 

“E’ grande la preoccupazione tra i lavoratori – affermano Greco Golinelli Filcams/Cgil e Claudia Rizzo Fisascat/Cisl – soprattutto per l’assenza di informazioni da parte dell’azienda sulle modalità di gestione di questa fase e per la prospettiva futura”. “Ogni giorno – proseguono i sindacalisti – si rincorrono voci sulla chiusura imminente dei punti vendita di San Cesario e Medolla, senza indicazioni ufficiali da parte dell’azienda. E’ anche per questo che a Modena abbiamo proclamato lo stato di agitazione”.

 

Già da due anni è stato attivato il contratto di solidarietà in tutto il gruppo nazionale Mercatone Uno per fronteggiare la situazione di crisi delle vendite. Ora, con il nuovo piano di ristrutturazione, i Sindacati hanno definito un percorso di incontri anche a livello territoriale per verificare le possibilità di ricollocazione del personale in esubero in altri negozi del gruppo vicini, e per definire gli ammortizzatori sociali per tutti i lavoratori per salvaguardare maggior occupazione possibile. Il 16 aprile è previsto un nuovo incontro tra azienda e sindacati per continuare il confronto sulla vertenza.

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