Chiesta per Maramotti la condanna a un anno


© TelereggioREGGIO EMILIA, 27 MAR. 2012 – Per Luigi Maramotti, titolare della Max Mara, la Procura di Reggio chiede la condanna a un anno di reclusione per evasione fiscale. L’imprenditore è finito sotto processo a seguito di un accertamento dell’Agenzia delle Entrate sui bilanci di una società del gruppo, Marina Rinaldi, per gli anni compresi fra il 2004 e il 2007. Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate gli hanno contestato la costituzione a Lugano, in Svizzera, della International fashion trading, filiale di una holding con sede in Lussemburgo, che fa capo allo stesso Maramotti.Secondo l’accusa la Ift commercializzava i prodotti Max Mara destinati ai mercati dell’Oriente, operando per conto della casa madre reggiana. Il tutto per approfittare di un regime fiscale agevolato in Svizzera e pagare meno tasse. Un’operazione che in gergo si definisce estero-vestizione. Gli accertamenti dell’Agenzia delle Entrate citavano cifre attorno ai 10 milioni di euro.L’indagine della Procura era partita dall’ex procuratore Italo Materia e sta approdando ora alle ultime battute del processo. L’imprenditore ha affidato la sua difesa agli avvocati milanesi Alessio Lanzi e Gian Paolo Del Sasso, che hanno contestato su tutta la linea le tesi accusatorie. “Chiediamo l’assoluzione, il fatto non sussiste”: così l’avvocato Lanzi ha concluso il suo intervento. E il suo collega Gian Paolo Del Sasso ha invocato polemicamente che “si riconosca la serietà del gruppo Max Mara”.
I difensori hanno detto che il gruppo nel periodo oggetto di contestazione ha versato imposte per 300 milioni di euro e che svolge tutte le sue attività produttive in Italia, con 4.000 dipendenti su 4.500. La decisione finale spetta al giudice Alessandra Cardarelli, che ha fissato per l’11 maggio prossimo l’udienza che si concluderà con la sentenza.

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