Chiarini: “Hera ha sputato sangue per Acegas-Aps”


BOLOGNA, 3 DIC. 2012 – Un’operazione sostanzialmente semplice dal punto di vista industriale e resa più complicata dalla politica locale: così l’amministratore delegato di Hera, Maurizio Chiarini, ha definito l’aggregazione tra Hera e Acegas-Aps nel corso di un intervento alla presentazione del Rapporto 2012 di Nomisma sui servizi pubblici locali. "Per passare in alcuni consigli comunali abbiamo dovuto sputare sangue".  "Abbiamo chiuso l’operazione in un mese e mezzo – ha osservato -, direi l’unica operazione di politica industriale di rilievo fatta in Italia. Ma – ha aggiunto Chiarini – per passare in alcuni consigli comunali abbiamo dovuto sputare sangue. Questo è stato il contesto politico in cui si è svolta una operazione industriale" sostanzialmente "facile. Il contesto politico – ha concluso l’amministratore delegato di Hera – non ci ha dato una gran mano". E un commento all’integrazione tra Hera e Acegas Aps, al termine della presentazione del rapporto di Nomisma sui Servizi Pubblici Locali, lo fa anche Matteo Lepore, assessore comunale di Bologna con deleghe alle Relazioni Internazionali della Città, Marketing Urbano, Relazioni Sindacali Esterne all’Ente, Innovazione e Semplificazione Amministrativa, Progetto Smart City e Agenda Digitale. "Anche grazio al nostro voto in consiglio comunale – ha sottolineato riferendosi all’amministratore delegato di Hera e alla fusione – ha fatto quella cosa là"."Contiamo di premiare una operazione di aggregazione importante che mira a creare un campione nazionale in grado di spremere miglioramenti di efficienza e sinergie per competere". Così, nel suo intervento alla presentazione del rapporto Nomisma 2012 sui Servizi Pubblici Locali, il presidente di Cdp, Franco Bassanini, commenta la scelta di investire nella multiutility emiliana protagonista dell’integrazione con Acegas-Aps. Proprio lo scorso 3 settembre Hera e Fsi, il Fondo Strategico di Investimento della Cassa Depositi e Prestiti, hanno sottoscritto un accordo strategico per l’ingresso nel capitale della multiutility che prevede un investimento fino a 100 milioni di euro. L’intesa – spiegava una nota – prevede che Fsi possa salire fino al 6% della multiutility "garantendo così" al fondo della Cdp "un ruolo di riferimento nella compagine del Gruppo, con un conseguente rafforzamento della struttura azionaria".

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