Chi ha ucciso Tommy? Mistero anche dopo l’appello


PARMA, 3 FEB. 2010 – Nemmeno le motivazioni della sentenza di secondo grado, riferite oggi dalla Gazzetta di Parma, hanno svelato chi ha ucciso Tommaso Onofri, diciotto mesi non ancora compiuti, dopo averlo sequestrato il 2 marzo 2006 alle porte di Parma. "Non è dato sapere la mano di chi si sia stretta alla gola del piccolo Tommaso – si legge infatti – la mano di chi lo abbia colpito con un corpo contundente al capo e al volto". Quindi, nonostante i giudici della seconda sezione della Corte d’assise d’appello di Bologna abbiano confermato il 4 novembre l’ergastolo al muratore siciliano Mario Alessi per l’omicidio e la condanna a 30 anni per l’ex compagna Antonella Conserva, il mistero sull’identità del killer rimane ignota. Non si saprà quindi mai chi ha ucciso Tommy, chi l’ha soffocato e poi colpito alla testa e al viso, a meno che Alessi e Salvatore Raimondi decidano di confessare. Ma sembra un’ipotesi difficle, dato che il balletto delle accuse reciproche va avanti da quasi quattro anni, in processi separati. Raimondi ha scelto infatti il rito abbreviato, che gli ha consentito lo sconto di un terzo della pena: i giudici di primo e secondo grado lo hanno condannato a vent’anni per il rapimento, con la morte non voluta dell’ostaggio. E’ su Alessi, invece, che la Dda di Bologna aveva puntato come esecutore materiale dell’omicidio. La Corte d’ assise di Parma gli ha dato il carcere a vita, pur mettendo in luce il fatto che anche Raimondi era presente nel bosco dei Bissi in via del Traglione al momento dell’omicidio. "L’impossibilità di ricostruire nel dettaglio l’azione omicida – scrivono i giudici d’appello – non consente di ritenere, con certezza, riferibile anche ad Alessi gli elementi di particolare ferocia che hanno contraddistinto l’esecuzione materiale del crimine". Colpevole di omicidio, ma senza l’aggravante della crudeltà. Tutti gli imputati sono in attesa della Cassazione.

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