Chi è di un solo partito, scagli il primo dipietrino


REGGIO EMILIA, 14 MAG. 2009 – Antonio Di Pietro, Salvatore Borsellino, Gioacchino Genchi, Clementina Forleo, Sonia Alfano e Carlo Vulpio. Sei nomi di spicco per fare votare Italia dei Valori alle europee. Dovevano essere tutti presenti ieri sera a Reggio Emilia, per pubblicizzare le candidature dell’Alfano e del giornalista del Corriere Vulpio. Alla fine solo questi ultimi due, più la Forleo e Borsellino hanno preso parte alla serata. Una lista di personaggi ugualmente di un certo spessore, quella dei presenti. Che erano lì anche per sostenere Matteo Olivieri, candidato sindaco della lista reggiana degli amici di Beppe Grillo. Altro che Veltroni chiamato a Reggio dal sindaco, uscente e ricandidato, Graziano Delrio. Pazienza, poi, se l’incontro è iniziato con un’ora di ritardo. Nessuno si è spazientito più di tanto. A parte un po’ i giornalisti della stampa locale. I quali, appena hanno visto arrivare Sonia Alfano, le hanno di nuovo chiesto dichiarazioni sulla vicenda legata a Italo Materia, il procuratore della repubblica dimissionario per via di una campagna persecutoria messa in piedi, a sua detta, a fini elettorali dalla presidente dell’associazione vittime della mafia.Una giornalista ha cercato anche di far parlare l’Alfano dello scontro esistente, a livello locale, tra Idv e la lista dei grillini. Quello che sembra non quadrare è come mai una candidata alle europee per un partito (Idv) poi a livello locale ne sostiene un altro (la lista "a cinque stelle"). Semplice la risposta: i candidati indipendenti fanno un po’ come gli pare. Se no che indipendenti sarebbero? Nella domanda la giornalista nomina Liana Barbati, che è la coordinatrice a Reggio del partito di Di Pietro. Una ex socialista che a un certo punto aveva anche proposto di intitolare una via a Craxi da qualche parte in città. Ma l’Alfano mica può sapere tutte queste piccole storie. E, giustamente, alla fine non gliene importa nemmeno nulla. E’ difficile stare dietro a tutto quello che producono i laboratori politici a livello locale. La Barbati era anche consigliere comunale (Psi) ai tempi di Antonella Spaggiari. Dalla parte di colei, ex Pci-Pds-Ds, che oggi è schierata, con una lista civica, contro Delrio. In teoria i due, l’Antonella e Graziano, dovrebbero far parte dello stesso partito, il Pd, lo stesso che di sicuro voteranno alle europee. Che tra Idv e grillini non corra buon sangue è stato comunque testimoniato dal fatto che di dipietrini reggiani non se ne sono visti in platea. Il consigliere comunale dell’Idv Marco Fantini, li vede dappertutto i grillini, gli fanno paura un po’ come i Gremlins. Fantini è stato l’unico in consiglio comunale nelle file dell’Idv. In realtà era stato eletto come Ds, poi dopo un anno e mezzo ha deciso di mettersi in proprio fondando il gruppo consigliare, con lui unico iscritto, dell’Italia dei Valori. Da un un mese o poco più è stato raggiunto da un consigliere che dal gruppo dei Comunisti Italiani ha scelto di passare al partito di Di Pietro, tale Matteo Riva che prima di diventare comunista bazzicava, ma ci bazzica ancora, tra gli ambienti di Comunione e Liberazione.Un bel ginepraio, insomma. Storie di certo meno interessanti di quelle che si sono ascoltate durante serata. Molto più curioso sentire Clementina Forleo prendersela con la capogruppo al Senato del Pd Anna Finocchiaro, colpevole, secondo lei, di essere tra coloro che impedirono la pubblicazione delle intercettazioni riguardanti le scalate bancarie. Quelle intercettazioni che hanno visto coinvolti D’Alema e La Torre insieme ai “furbetti del quartierino”.A moderare la serata ci ha pensato Bernardo Calasanzio, giovane blogger, nipote di due imprenditori edili, uno era lo zio e l’altro il nonno, di Lucca Sicula ammazzati dalla mafia. Anche Bernardo, detto Benny, sostiene l’Italia dei Valori alle europee, visto che come Sonia Alfano si impegna per lottare contro la mafia. Allo stesso tempo però si è candidato alle primarie del Pd per proporsi come successore di Franceschini. Insomma, un altro di quelli a cui piace votare disgiunto. Ma alla fine, è il caso di dirlo, chi è tutto d’un pezzo scagli la prima pietra, o un dipietrino, oppure ancora, un grillino.

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