Chi comanda nel Pd? Prodi non lo sa, Bersani si arrabbia


BOLOGNA, 26 GEN. 2010 – Il partito democratico incassa due k.o. in un giorno solo. In Puglia con la vittoria schiacciante di Niki Vendola sul candidato del Pd e in Emilia-Romagna con le dimissioni del sindaco di Bologna Flavio Delbono, messo alle corde dallo scandalo delle accuse sui rimborsi delle trasferte di lavoro. Ai piani alti del partito si pensa a raccogliere i cocci e a mettersi in ordine in vista delle prossime regionali. Per la base, invece, continua una certa sensazione di smarrimento, confermata dallo stesso ideatore e fondatore del Pd, Romano Prodi che in un’intervista a Repubblica ha fatto sapere di come la gente lo fermi per chiedergli chi comanda nel partito. Una domanda di difficile risposta anche per l’ex presidente del Consiglio.Confidenze che non sono piaciute a Pierluigi Bersani. "Per Prodi ho un affetto e un rispetto inattaccabile anche quando gli si attribuiscono cose sulle quali magari posso non essere d’accordo", ha detto il segretario Pd nel corso di una conferenza stampa con Di Pietro in tema di accordi per le regionali. Con i giornalisti Bersani ha anche commentato le dimissioni di Delbono definite "un gesto veramente apprezzabile che testimonia di una persona e una città"."Paese che vai – ha proseguito Bersani – e usanze che trovi. Ci sono posti dove esistono altre logiche, ma non lì a Bologna. Un amministratore che dice ‘prima la città’ è qualcosa che ci invita a riflettere: prima di tutto la città, prima di tutto l’Italia, chi governa deve rispettare il Paese". Sul caso Bologna Bersani ha anche mandato un messaggio chiaro agli avversari politici facendo sapere a chi volesse speculare sulla vicenda che la reazione del Pd sarà netta e forte proprio per il gesto dell’ormai ex sindaco. Non si può infatti nascondere che il Cinzia-Gate faccia considerare un po’ meno sicura di prima la rielezione di Vasco Errani nella Regione considerata più "rossa" d’Italia. Intanto Bologna, a poche ore dall’inizio del turbine in cui è caduta la città, si prepara a diventare nuovamente un laboratorio politico. Con elettori e simpatizzanti a discutere a otto mesi dalle scorse amministrative, su chi sarà il prossimo sindaco. In pole position sembra esserci Maurizio Cevenini, l’attuale presidente del Consiglio comunale, uno stacanovista della politica, visti i suoi record di presenze prima in Provincia e ora in Comune. Uno che dice di non essere mai stato amico di quelli che contano in città. Caratteristica che potrebbe giocare a suo favore ora. Adesso che forse nemmeno a Bologna si sa chi comanda.

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