Chi c’è dietro al tuo sorriso?: no al “turismo dentale”


BOLOGNA, 14 DIC. 2011 – Il loro biglietto da visita sono i prezzi quasi stracciati, i tempi rapidissimi di intervento, e magari la possibilità di unire l’utile al dilettevole, recandosi in località turistiche. Tutti aspetti che rendono molto forte, ma altrettanto scorretta, la concorrenza di numerose strutture odontoiatriche dell’Est europeo e dell’Estremo Oriente, sempre più pesante per il mercato italiano. C’è dunque bisogno di sensibilizzare i cittadini sui rischi che si nascondono dietro questo vero e proprio “turismo dentale” all’estero e nell’abusivismo “che – come spiegano Stefano Silvestroni e Massimo Venerato di CIO-Confesercenti – non è fatto solo di operatori senza titolo che forniscono dispositivi protesici, ma anche di operatori stranieri che fanno uso di materiali scadenti e non in regola con i severi parametri dell’Unione Europea; non è cosa da poco, c’è di mezzo la salute, oltre che il sorriso di tante persone”.I cittadini devono essere informati sui rischi che si nascondono dietro il turismo dentale all’estero, e la categoria deve difendere le proprie imprese dagli abusivismi di ogni sorta perché la protesi dentale si realizzi esclusivamente nei laboratori odontotecnici per la sicurezza e la salute di tutti i pazienti e per l’appropriatezza dei dispositivi messi in servizio, con un contrasto normativo e giuridico all’introduzione sul mercato di sostanze e dispositivi che non forniscono garanzie in questo senso. Nasce da queste considerazioni l’iniziativa delle Organizzazioni di rappresentanza degli odontotecnici dell’Emilia Romagna, di promuovere un coordinamento regionale e scendere in campo per sensibilizzare la cittadinanza sui rischi cui si può andare incontro affidandosi ad operatori privi della necessaria professionalità. “Chi c’è dietro al tuo sorriso?” vuole proprio riaffermare questo: che dietro al sorriso di tanti, ci sono la competenza e la capacità di uno o più odontotecnici – afferma il neo-portavoce regionale Giorgio Rocca, che per conto di CNA partecipa alle attività del coordinamento regionale – Un made in Italy fatto di competenza clinica e tecnica che va riaffermato sul mercato nazionale e internazionale come un brand di qualità e affidabilità in campo protesico”. I titolari di laboratorio odontotecnico chiedono dunque una regolamentazione dell’attività che aggiorni il profilo professionale della categoria e regole chiare per le imprese fabbricanti di dispositivi protesici, che devono consentire agli odontotecnici italiani di rimanere competitivi nel mercato mondiale e consolidare un ruolo professionale di grande rilievo, impedendo livelli di concorrenza che agiscano fuori dalle regole di sicurezza e dignità che una riabilitazione protesica, sviluppata col concorso di tutta la filiera dentale, deve essere in grado di esprimere per tantissimi cittadini, essendo, la salute orale, uno degli elementi imprescindibili a qualsiasi età. Concorrenza sleale, abusivismo, aggravate dalla crisi, stanno avendo effetti pesantissimi, causando la chiusura di molte aziende odontotecniche (passate da 16.000 a 12.000 in poco più di 10 anni su base nazionale). Oggi in regione dopo la scomparsa di circa di 140 imprese, i laboratori odontotecnici sono 1.474 (367 a Bologna, 197 a Modena, 170 a Reggio Emilia, 157 a Rimini, 148 a Forlì/Cesena, 140 a Parma, 115 a Ravenna,  95 a Piacenza, 85 a Ferrara). Situazione che nell’era della globalizzazione, risulta paradossale, in quanto la categoria possiede un profilo di eccellenza  a livello  mondiale, per la qualità dei dispositivi che è in grado di realizzare sul piano funzionale ed estetico, ma l’imperante verbo del risparmio ad ogni costo, che sta coinvolgendo anche il settore sanitario a livello mondiale, fornisce opportunità di stare sul mercato anche ad operatori diversi e dequalificati, mentre il profilo professionale dell’odontotecnico italiano è ancora inchiodato ai contenuti di un Regio decreto del 1928.“Il 50% del lavoro è andato via dai nostri laboratori – sottolinea Giuseppe Manzo di Confartigianato – provocando una  forte riduzione di manodopera; solo tra il 2004-2005, è andato perduto il 30% della forza lavoro. Tutto questo è passato in sordina lasciando andare pian piano alla deriva un settore strategico della sanità privata e cioè quello delle cure dentali che vede meno pazienti alla poltrona odontoiatrica, meno dispositivi protesici realizzati e minori commesse da parte dell’industria nazionale”.Molte persone ritengono, erroneamente, che tutta la qualità della protesi sia esclusivamente legata ai materiali e alla loro tracciabilità, tutto ciò ha un valore, ma solo relativo, perché la professionalità, la manualità, l’esperienza e la collaborazione tra odontoiatra e odontotecnico, sono fattori molto più determinanti. Troppo spesso si dimentica che una protesi realizzata con criteri sbagliati, seppur con materiali di qualità, può causare l’insorgenza delle cosiddette patologie discendenti. “L’odontotecnico- dice Michele Zaccaria di ANTLO – non è un dentista mancato, bensì una figura tecnica altamente specializzata e professionalizzata, con competenze uniche nel panorama del settore dentale. Il nostro lavoro è quello di collaborare, sul piano tecnico, per ripristinare funzioni  andate perdute, non siamo più stampatori di capsule prodotte da ‘meccanici dentisti’ come accadeva 50-60 anni fa”. E’ vero che il settore dentale fatica a contenere i costi in relazione al fatto che per una riabilitazione protesica di qualità, nella garanzia di una completa sicurezza per il paziente, si ricorre a tecnologie diverse e figure professionali altamente specializzate. I costi devono rimanere contenuti fino al limite del possibile per favorire l’accesso ai servizi odontoiatrici da parte di una larga parte della popolazione, ma è altrettanto vero che ciò non può avvenire a discapito della salute dei pazienti, come sta già avvenendo, con prodotti di dubbia provenienza che non garantiscono gli standard richiesti dall’Unione Europea.Gli odontotecnici italiani forniscono non solo le protesi agli studi medici, ma anche un preziosissimo e importantissimo servizio di assistenza, senza il quale gli italiani non potrebbero sorridere e mangiare; “dovete ricordarlo tutti e considerare che per un sorriso, funzionale ed estetico, è fondamentale l’apporto di tanti colleghi odontotecnici” conclude Giorgio Rocca.

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