Che tristezza questa politica


Vedere nelle immagini delle nostre telecamere Antonella Spaggiari che si candida ufficialmente a sindaco del Comune di Reggio, il 28 marzo 2009, in una conferenza stampa convocata da suo marito Uris Cantarelli e da Carlo Baldi, è cosa che mette profonda tristezza.Ma perché un ex sindaco non ce la fa a chiudere in bellezza col suo passato di sindaco? Perché non deve accettare serenamente l’idea che altri diversi da lei, ma frutto dello stesso percorso politico del quale lei stessa si è giovata, possano e debbano andare avanti dove prima c’era lei? Perché deve buttare alle ortiche una storia, una appartenenza, una cultura politica, e architettare il ritorno sulla scena con artifici “fai da te”, tipo: va avanti Uris che poi arrivo io? E dichiarare senza imbarazzo il primo giorno: la nostra è una lista civica, non politica. Ma pensa che la gente se la beva? Quella stessa gente di cui decantava le doti di intelligenza e laboriosità in passato? In questa città siamo abituati a conoscerla, la politica: quella trasparente e collegiale come quella fatta di interessi privati ed accordi sottobanco. Sono cinque anni che la Spaggiari lavora nelle stanze della Fondazione Manodori impermeabile al mondo esterno. Forse non si è accorta che là fuori nonostante tutto la vita è andata avanti, ed è andata avanti anche senza di lei sindaco. La coscienza di ciò può essere dolorosa, può stimolare rancore e desiderio di rivalsa, ma non sono questi i sentimenti che si addicono ad un sindaco di Reggio Emilia.

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