Cgil: “Ormai in Emilia-Romagna la crisi è sociale”


BOLOGNA, 12 NOV. 2009 – La Cgil dell’Emilia-Romagna si appresta a dare un grande contributo alla manifestazione nazionale in programma sabato 14 novembre. Sono ben 158 i pullman Cgil che partiranno alla volta di Roma, guidati dalle parole d’ordine “Uscire dalla crisi e guardare al futuro – il lavoro esige risposte”. E se si considerano anche i mezzi individuali, si muoveranno verso la capitale circa novemila persone. Un partecipazione proporzionale alla preoccupazione dei lavoratori, alle prese ormai da tempo con una situazione di emergenza che non ha risparmiato la nostra regione.I NUMERI DELLA CRISIL’andamento della cassa integrazione negli ultimi mesi in Emilia Romagna è stato piuttosto irregolare. Le domande mensili da parte delle aziende, triplicate da gennaio (1.476) a luglio (3.709), sono diminuite a settembre (3.133). Ma nello stesso mese si è registrato il picco annuale delle ore di cassa integrazione ordinaria per industria e commercio: 5.529.549 (+ 800% circa da gennaio), che a ottobre sono calate a 4.031.003. Contemporaneamente, è cresciuto il peso della cig straordinaria e in deroga (2.371.704 ore a settembre, 3.012.101 a ottobre). Il 70% di tutta la cig riguarda il settore metalmeccanico, mentre un altro 15% interessa la ceramica e la chimica.La gestione speciale in edilizia aggiunge al conto 316.000 ore a settembre, in calo sul picco mensile di maggio (524.000 ore) e in ulteriore calo a ottobre con 248.000 ore. Ma i dati occupazionali forniti dalla Fillea Cgil regionale dicono che tra ottobre 2008 e 2009 mancano dal conto oltre 13.000 operai edili, circa il 20% dei dipendenti dell’anno scorso.Riguardo alla mobilità, il confronto su periodi omogenei da gennaio a settembre presenta un numero di 21.273 lavoratori iscritti nelle liste 2009, poco meno del doppio rispetto allo stesso periodo nel 2008 (11.473). Resta contenuto l’aumento dei licenziamenti collettivi con indennità (+ 34%, legge 233), ma salgono del 112% i licenziamenti senza indennità, in gran parte individuali, nelle piccole aziende (legge 236). Infine, da gennaio a settembre 2009 si sono accumulate 83.000 domande di disoccupazione ordinaria, ben 45.000 in più rispetto allo stesso periodo del 2008: di queste, circa 16.000 rientrano nelle sospensioni Eber, ente bilaterale dell’artigianato. LA PREOCCUPAZIONE DI DANILO BARBI, SEGRETARIO DELLA CGIL REGIONALE“Gli ultimi dati della cassa integrazione – commenta il segretario generale Cgil Emilia-Romagna Danilo Barbi – sembrano dire che il calo produttivo dell’industria in regione ha toccato il tetto massimo e sta rallentando, ma non c’è inversione di tendenza e non si vede ripresa. Mentre perdura questa grave incertezza, in molte aziende è vicino il capolinea della cig ordinaria e il passaggio alla cig straordinaria pone duramente la questione esuberi. Già oggi possiamo dire che in Emilia Romagna questa crisi si è portata via almeno trentamila posti di lavoro e per fortuna la contrattazione diffusa ha consentito di arginare i danni: contiamo ben 9.500 accordi aziendali di gestione delle crisi e di gestione degli ammortizzatori in deroga, attraverso i quali sono stati salvaguardati finora migliaia di lavoratori. Centinaia anche gli accordi di crisi sottoscritti con comuni e province per interventi a sostegno dei redditi dei pensionati e dei lavoratori in difficoltà.” “Ma non ci nascondiamo – prosegue Barbi – che siamo di fronte per la prima volta da decenni, nella nostra regione, a un grave rischio occupazione: direi che è in piena esplosione la fase sociale della crisi ed è questo il primo aspetto che porteremo a Roma alla manifestazione nazionale di sabato della Cgil. Se non si prolunga la cassa integrazione, se non aumentano i massimali dell’importo economico, se non si sostengono i lavoratori senza coperture e i precari che hanno perso il posto, vedremo peggiorare la condizione reale di migliaia di persone. E considero perfino offensivo l’ottimismo del governo nel vantare primati inesistenti, mentre si dimostra incapace di assumere le misure che sarebbero invece necessarie e urgenti.” "E’ NECESSARIO UN INTERVENTO STRAORDINARIO CONTRO LE NUOVE POVERTA’"Ancora in merito alla realtà regionale, il leader Cgil Emilia-Romagna sottolinea preoccupato un ulteriore elemento: “Il disagio cresce e lo segnalano anche i servizi sociali dei comuni, che hanno visto triplicate le richieste di sostegno ai casi sociali e ai lavoratori in difficoltà. I problemi più pesanti riguardano le famiglie monoparentali, in particolare quelle formate dalle lavoratrici sole con figli a carico, molto presenti in Emilia-Romagna, dove l’occupazione femminile è decisamente più alta della media italiana. A partire da questi aspetti, nel confronto con la Regione sul bilancio 2010, chiediamo un intervento straordinario a sostegno delle famiglie che scivolano verso la povertà: si tratta di almeno venti milioni di euro destinati ai comuni a questo specifico scopo.”

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