Cgil in sciopero. Contro i tagli alla scuola e per l’economia


REGGIO EMILIA, 18 MAR. 2009 – Lavoratori in piazza per lo sciopero di quattro ore indetto dalla Cgil contro i tagli del governo. Nel giorno della protesta nazionale del settore della scuola, università e ricerca, proclamato dalla Flc Cgil a Reggio Emilia hanno incrociato le braccia anche i lavoratori dei settori privati dell’industria, artigianato e agricoltura. No ai tagli alla scuola, università e ricerca. Più salari, più pensioni, più diritti, più stato sociale. Sono state queste le parole d’ordine unificanti della manifestazione, una anticipazione del raduno nazionale del 4 aprile a Roma. Un folto gruppo di insegnanti, studenti e lavoratori ha preso parte al presidio che si è svolto in mattinata davanti alla prefettura durante il quale si sono succeduti diversi interventi. Per il mondo della scuola hanno parlato Roberto Busseti, segretario generale provinciale Flc-Cgil, Maria Lina Bigoni, Enrico Guerrieri del Coordinamento Studenti Universitari e Matteo Davoli, della Rete degli Studenti. Per gli altri settori hanno preso la parola Maria Lina Bigoni, lavoratrice in mobilità dall’azienda tessile Ares, socio lavoratore di Coopservice e Ciro Coppola, operaio della ceramica Iris.Nei vari interventi che si sono succeduti è emersa in tutta la sua evidenza la portata della crisi, le conseguenze della stessa sui lavoratori – in particolar modo i precari – e l’assoluta inadeguatezza delle misure sin qui adottate dal Governo. Inoltre negli interventi di Bussetti, Guerrieri, Davoli e Bagni si è denunciata la gravità dei tagli alla scuola, all’università e alla ricerca “che rappresentano un miope taglio al futuro stesso”. Le conclusioni sono state affidate a Mirto Bassoli, segretario generale della CGIL reggiana: “sono innanzitutto in campo oggi – ha ribadito – le ragioni delle lavoratrici e dei lavoratori della scuola, dell’università e della ricerca. Tutto il sistema della conoscenza ha subito e subisce l’attacco, fin dall’inizio di questa legislatura, delle politiche regressive di questo governo: i tagli alle risorse e agli organici”. “Ma oggi qui – ha continuato Bassoli – c’è anche la condizione dei tanti precari colpiti dalla crisi ai quali il Governo non ha ancora dato risposte, nonostante le proposte che la Cgil ha avanzato anche nei giorni scorsi, per bloccare i licenziamenti nella scuola e nel pubblico impiego, per sbloccare le risorse dell’Accordo Governo-Regioni, oltre a tre misure specifiche finalizzate a estendere l’indennità di disoccupazione, a innalzare al 40% l’indennità dei collaboratori e ad incrementare il tetto della cassa integrazione di almeno 200 euro mensili”.Una delegazione è stata poi ricevuta dal Vice Prefetto, dottor Valente, il quale si è impegnato a riportare al Governo le ragioni della mobilitazione e il quadro sociale-occupazionale, di grande preoccupazione, che inizia a profilarsi anche nel nostro territorio.La Segreteria provinciale della Cgil ha espresso soddisfazione per il buon esito della mobilitazione. Secondo i dati del sindacato il dato di adesione allo sciopero ha superato nella scuola il dato degli iscritti alla Cgil. Elevato è stato anche il dato di partecipazione dei lavoratori delle scuole elementari.

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