Cgil. 1° Maggio in solitario, “ma riannodiamo i fili”


BOLOGNA, 01 MAG 2011 – Per la prima volta il Primo Maggio a Bologna è stata la festa del lavoro ‘secondo la Cgil’: il sindacato ha organizzato da solo la giornata in una piazza Maggiore assolata e affollata da quasi mille persone. Anche per questo, nella vicina piazza Re Enzo, ieri mattina si era ritrovata la Cisl, ‘costretta’ all’anticipo dalla decisione dei ‘cugini’ confederali. Tuttavia, dalla Cgil nessun tono da guerra. Anzi, l’obiettivo resta l’unità. L’ha ripetuto due volte Danilo Gruppi, segretario della Camera del lavoro bolognese, che a proposito della scelta solitaria fatta, ha scandito: "A quella decisione accompagniamo un’intenzione molto ferma di riannodare i fili di una relazione unitaria, sia perché è un diritto dei lavoratori sia perché di questo c’é bisogno in una fase così". Tuttavia, è stato proprio il segretario che più di tutti ha sposato la linea oltranzista, a ricordare anche che la modalità deve essere "non ipocrita, franca e che lavora alla convergenza a partire dalle differenze"."Tra i tanti demeriti che ci hanno attribuito in questi giorni rivendichiamo di aver fatto tornare il sole a Bologna", ha detto Gruppi rompendo il ghiaccio e per scherzare "in una giornata di festa ma in giorni particolarmente tesi". Poi ha ricordato di aver scelto, per oggi, lo stesso slogan della festa del 1946 ‘La primavera della democrazia’: "L’abbiamo fatto perché oggi è la primavera della democrazia l’obiettivo da riconquistare". Il segretario ha anche lanciato una ‘frecciata’ al sindaco di Firenze, Matteo Renzi, definito "una persona sciocca" per aver aperto la querelle sulle aperture dei negozi per il Primo Maggio. Ma Da Gruppi non è arrivato nessun accenno polemico allo sciopero generale del 6 maggio, se non la precisazione che in Emilia-Romagna sarà esteso all’intera giornata. Gruppi poi ha concluso incitando i presenti non solo a reagire ma anche a "provare a osare", perché "é il tempo di alzare il tiro, talvolta alzare il tiro è l’unico modo per cogliere davvero il bersaglio". Oltre a Gruppi, sotto il tendone davanti a Palazzo d’Accursio, hanno parlato anche Rossana Rossanda, accolta da un lungo applauso con la platea in piedi, e Carlo Galli, presidente della Fondazione Istituto Gramsci di Bologna. Seduto in prima fila Francesco Sutti, presidente di Atc, l’azienda del trasporto pubblico locale, oltre a parte del quartiere maggiore del Pd bolognese e al candidato sindaco del centrosinistra Virginio Merola, che ieri aveva partecipato anche alla celebrazione della Cisl rimarcando la necessità di tornare all’unità sindacale. "Questa Costituzione secondo me non è da cambiare, ma da realizzare" ha detto Rossana Rossanda, ribadendo il momento di "declino permanente" in corso, segnato dal fatto che "dagli anni ’80 sento dire ‘Ogni anno stiamo un po’ peggiò mentre negli anni ’60 gli operai dicevano il contrario”. "Io in 87 anni – ha ammesso – ne ho vissute di tutti i colori ma non vorrei essere un giovane di 20 anni oggi". Infine, salutando la platea, ha ringraziato la Cgil per l’invito ricordando che "in prima linea nella lotta al lavoro salariato siete voi: è la Cgil e gli altri sindacati".

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