Cesi, “Intervengano Lega E-R e movimento coop”


“L’avvio della procedura di liquidazione coatta amministrativa della cooperativa edile Cesi di Imola segna uno spartiacque nella vicenda della crisi delle cooperative edili di questa regione. Per il modo in cui è maturata questa scelta, per il fatto che tutto sia passato sopra le teste dei lavoratori ed in particolare dei soci di questa cooperativa, perché rappresenta una modalità assolutamente inaccettabile di affrontare le difficoltà presenti”. Lo rilevano con una nota congiunta Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil, che “si batteranno con e per le lavoratrici ed i lavoratori della Cesi perché qualunque esito della vicenda veda il mantenimento dei livelli occupazionali”. “Affinché ciò sia possibile – sottolineano – è necessario l’impegno e l’intervento di tutto il movimento cooperativo ed in primo luogo della Lega Coop dell’Emilia-Romagna. Non è più il momento degli annunci, non bastano più le parole, è necessaria una chiara assunzione di responsabilità. E’ un atto dovuto nei confronti dei 405 lavoratori di questa azienda e di tutte le imprese cooperative che versano in condizioni non dissimili. Chiediamo che urgentemente vi sia l’apertura del confronto con il commissario liquidatore perché non possiamo permettere che i lavoratori della Cesi siano privi di qualunque ammortizzatore sociale e quindi senza reddito”. I sindacati chiedono inoltre che, “alla luce dell’impegno già assunto dal presidente Vasco Errani, la Regione confermi il proprio impegno per la convocazione di un tavolo nazionale sulla crisi delle cooperative edili che veda il coinvolgimento del Ministero delle Infrastrutture, del Ministero del Lavoro e del Ministero dello Sviluppo Economico”. Cgil-Cisl-Uil chiedono “a tutti i soggetti coinvolti, Lega Coop, Istituzioni Locali, Regione Emilia-Romagna, un impegno di sistema per affrontare una crisi di modello. E’ bene infatti sapere fin da subito che una sottovalutazione della situazione o un atteggiamento di semplice attesa produrrebbe effetti drammatici sui livelli occupazionali per migliaia di lavoratori in questa regione. Fillea, Filca, Feneal, le lavoratrici ed i lavoratori della Cesi e delle altre cooperative edili in crisi lotteranno per continuare a garantire il proprio posto di lavoro e insieme quel patrimonio di competenze, di professionalità, di saper fare, che non possiamo permetterci di perdere definitivamente”.

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