Cesena sfortunato e beffato: la Roma passa al 90′


CESENA, 16 GEN – Se a Totti non erano andati giù i quattro minuti giocati a Marassi, a Giannoccaro ne è invece bastato meno di mezzo per orientare Cesena-Roma. Secondo la squadra romagnola infatti in pochi secondi c’é stato un doppio errore (e mezzo) nell’azione che, al 90′, ha regalato tre punti insperati ai giallorossi. Fuori dalla sua portata visiva (nonostante sembrasse in buona posizione) prima il controllo sospetto di mano di Borriello (stop tra petto e pugno), poi il fuorigioco sulla respinta, parata bene da Antonioli, di Adriano. E anche il tentativo numero tre di Simplicio sembra essere nata ai confini dell’offside. A mettere il fiocco al pacco regalo ci ha pensato quindi la clamorosa svirgolata nella propria porta di Pellegrino, fino a lì uno dei migliori: "A Genova era toccato a noi, oggi agli altri", ha sentenziato Ranieri. Così è esplosa allo scadere la gioia degli oltre 4.000 tifosi romanisti saliti in Romagna e con loro si è riaccesa la voglia di rincorsa al Milan. Servirà, però, tutt’altra squadra di quella dei primi 89 minuti, che ha dimostrato al suo tecnico di non poter fare a meno di Borriello: entrato in colpevole ritardo all’81’, la sua differenza di passo rispetto ai compagni di reparto è stata evidente da subito. E non a caso, nonostante il tocco sospetto di mano, il gol vittoria è nato da un suo tiro in mischia finito sulla traversa. In un’azione l’ex milanista, di fatto, ha prodotto più che il resto della squadra nell’intera partita. Troppo macchinoso, infatti, Totti, in campo 90 minuti dopo le polemiche di Marassi e salutato da un’ovazione già durante il riscaldamento. Ben controllato da Lauro & C., per lui solo un’occasione in chiusura di primo tempo, quando Antonioli gli ha rubato il tempo in uscita. Nervoso e falloso Vucinic, spentosi via via con l’andare dei minuti (e quando è stato sostituito ha pure scalciato una borsa meritandosi le parole di rimprovero di Ranieri), mentre Menez ha esagerato col portare palla, finendo per rallentare troppo la manovra. Giusto, però, anche riconoscere i meriti i un Cesena che si era meritato con tenacia il pareggio. Bravo Ficcadenti a vincere il duello a centrocampo, dove la regia di Parolo ha saputo imbeccare con continuità le sgroppate di Jimenez e Giaccherini. A condannarla, però, i cronici problemi negli ultimi 15 metri dove, vista la siccità di Budan e Bogdani, Ficcadenti ha urgente bisogno di una punta che la porta la veda da vicino e non solo nei sogni. Inevitabile, quindi, che i pochi pericoli siano nati da fuori area, con Colucci (16′ st, a lato) e Parolo (32′ st, facile Doni), dopo un gol annullato in avvio di ripresa per fallo di mano a Giaccherini. A indovinare la mossa chiave è stato, però, Ranieri inserendo (lui che può, avrà pensato Ficcadenti) la coppia Borriello-Adriano per l’assalto finale. Che si concretizza al minuto 89: cross da sinistra, stop in area ai limiti del regolamento di Borriello, girata del bomber sulla traversa, mezzo miracolo di Antonioli sulla ribattuta (fiacca) di Adriano e frittata di Pellegrino sul cross di Simplicio. Ingiusto così forse, ma per sfatare un tabù (la Roma non aveva mai vinto al Manuzzi) non si bada alla forma.

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