Cersaie salpa con il vento in poppa


BOLOGNA, 21 SET. 2011 – Si è aperta all’insegna della positività la ventinovesima edizione di Cersaie. Il tutto esaurito raggiunto da 5 mesi, i 965 espositori provenienti da 31 paesi e gli oltre 80 mila visitori attesi già lo facevano presagire. Ma la prima, affollata, giornata e i dati resi noti nella conferenza stampa internazionale che l’ha conclusa sono stati una piacevole conferma. La situazione economica in Italia e all’estero, come ben si sa, è piuttosto problematica, ma il Salone della ceramica e dell’arredobagno appare una sorta di isola felice, almeno per quanto riguarda l’attuale trend dei due settori nel nostro Paese.Franco Manfredini, presidente di Confindustria Ceramica, si è detto contento della tenuta registrata nel primo semestre 2011. I numeri da lui elencati sono infatti tutti preceduti dal segno più: la produzione aumenta del 5% e gli investimenti crescono addirittura del 20, raggiungendo quota 275 miliardi. Ormai rappresentano il 6% di un fatturato arrivato a 4.750 milioni di euro e sono la migliore dimostrazione dell’importanza data all’innovazione del settore. Per quanto riguarda l’esportazione, poi, l’Italia mantiene la leadership mondiale e registra un +4,6%, che sale di un punto in Europa e tocca picchi superiori al 9% in Francia e Germania. L’unica eccezione negativa rigurda il mercato nordamericano, dove si fa sentire il raffreddamento generale dell’economia statunitense (-7,1%).Anche l’arredobagno italiano può ritenersi esente della crisi: nel 2011 è previsto un aumento delle vendite dell’1,7%, che nei mercati esteri arriva al 2,2%. Nei primi sei mesi, i dati sono in effetti molto incoraggianti in tutti i comparti e portano avanti un trend positivo che ha attraversato l’intero 2010. Lo scorso anno il giro d’affari è stato di 2,6 miliardi di euro, l’export è cresciuto del 35% – in questo caso anche negli USA (+4,6%) – e si sono raggiunti nuovi mercati come la Cina (+26,7%) e l’Arabia Saudita (+23,5%). Secondo il numero uno di Assobagno Gianluca Marvelli tutto ciò è dovuto alla particolare attenzione che il cliente dedica alla stanza da bagno, il luogo in cui ci si prende cura di sè lasciando fuori le numerose preoccupazioni quotidiane. E proprio per preservare questa positività e questa leadership, nel corso della conferenza è stato posto l’accento sulla necessità di salvaguardare il made in Italy rendendo obbligatoria l’applicazione dell’origine del prodotto. Altrove questo aspetto è già realtà, ma in Europa ancora no. Manfredini si è dunque rivolto alla UE auspicando l’adozione del provvedimento, che rappresenterebbe uno stimolo alla decisione autonoma del cliente, sulla base delle sue esperienze e preferenze. Nell’attesa, ha fatto sapere il presidente di Confindustria Ceramica, è stato istituito il marchio volontario "Ceramics of Italy", che garantisce la produzione interamente italiana da parte delle aziende che scelgono di adottarlo.A benedire e sostenere l’impegno di questi "capitani coraggiosi" c’era Giancarlo Muzzarelli, assessore alle Attività Produttive della Regione Emilia-Romagna, che proprio dal capitale umano e territoriale vuole ripartire per fare fronte ai cambiamenti necessari per la crescita. Nel dimostrare la vicinanza dell’amministrazione regionale alle imprese del settore ceramico e dell’arredobagno, Muzzarelli si è soffermato sul concetto di sostenibilità, garantendo ogni stimolo e incentivo possibile alla green economy. Dal 2014, per esempio, in Emilia-Romagna si costruirà solo in classe A: una decisione con cui si sono anticipati i tempi previsti dall’UE. E a queste tematiche verrà dedicato nel mese di ottobre un festival ad hoc, che premierà la qualità e l’innovazione dei prodotti aziendali.

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