Ceramiche Marazzi, vertenza senza fine


©Trc-TelemodenaMODENA, 15 DIC. 2009 – Di buono c’è che vertici aziendali e sindacati sembrano intenzionati ad evitare a tutti i costi la rottura, ma la complessa vertenza sulla ristrutturazione del Gruppo Marazzi è tutt’altro che in via di definizione. Ieri, il secondo vertice in Regione è durato tutto il pomeriggio, ma le parti sono sostanzialmente rimaste sulle proprie posizioni. Da una parte la proprietà che vuole chiudere gli stabilimenti Ragno di Sassuolo e Iano di Scandiano per avviare il piano di rilancio attraverso razionalizzazioni interne, dall’altra i sindacati che non intendono cedere sulla salvezza di Iano. Organizzazioni dei lavoratori che peraltro, nonostante distinti punti di vista su alcune questioni specifiche, continuano a mantenere al tavolo una posizione comune. Cgil, Cisl e Uil, anche ieri, sono tornate a sottolineare alcuni punti irrinunciabili per concludere la vertenza, con la richiesta alla proprietà di investimenti in tecnologia, garanzia della continuità produttiva del sito di Iano e difesa dell’occupazione, anche per quanto riguarda il settore impiegatizio e quello della logistica. Richieste in linea con la volontà più volte manifestata dalla proprietà di consolidare la presenza del Gruppo Marazzi nel distretto ceramico. Ma evidentemente la traduzione pratica di queste comuni volontà teoriche resta un affare complesso. E così la palla torna all’assessore regionale alle attività produttive, Duccio Campagnoli, che ora incontrerà separatamente le parti. Poi lunedì prossimo nuovo vertice in Regione, con i lavoratori Ragno e Marazzi che sperano arrivi davvero un bel regalo di Natale.

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