Ceramiche, la Nuova Riwal firma l’integrativo aziendale


MODENA, 24 NOV. 2011 – Nonostante i tempi di gravi difficoltà economiche, ci sono imprese che arrivano a firmare il contratto integrativo. E’ il caso della ceramica Nuova Riwal, nella quale lavorano 250 addetti, suddivisi negli stabilimenti di Maranello e Fiorano. Un accordo che trova la soddisfazione dei sindacati. In una nota firmata dai sindacalisti modenesi Andrea Sirianni della Femca-Cisl e Claudio Tonelli della Filctem-Cgil, si legge che quanto siglato alla Nuova Riwal, "azienda uscita da una grave crisi e rilanciata dopo essere entrata nell’orbita della Casalgrande Padana, è un segnale positivo di fiducia nella professionalità delle maestranze e di riconoscimento della centralità del lavoro come fattore cruciale per lo sviluppo aziendale". "Abbiamo ottenuto a regime un aumento del salario aziendale di partecipazione pari a 98 euro legato a parametri di produttività, oltre all’erogazione di un ulteriore premio una tantum per complessivi 1.050 euro – spiegano i sindacalisti nel comunicato – n aggiunta abbiamo ottenuto un incremento dell’indennità per il turno notturno dei lavoratori a ciclo semicontinuo e un ulteriore premio per i lavoratori sul ciclo continuo. Abbiamo anche ritoccato la quota sulla mensa a carico dell’azienda. Sono state poste le basi per un rafforzamento delle relazioni industriali prevedendo momenti periodici di incontro e di verifica tra rsu e direzione sull’andamento dell’azienda, che si è anche impegnata a fornire alle rappresentanze sindacali tutti i dati utili".Per i ceramisti di Cisl e Cgil sono importanti anche gli impegni assunti dall’azienda sul versante della responsabilità sociale in materia di appalti, subfornitura e la disponibilità a considerare l’adesione a eventuali progetti territoriali che abbiano ricadute economiche positive sui lavoratori. «Abbiamo migliorato la parte sui diritti con una maggiore attenzione, anche economica, alle malattie lunghe e – proseguono Sirianni e Tonelli – alla possibilità di concedere orari flessibili per esigenze familiari. Pertanto, concludono, "la contrattazione si conferma la strada maestra in grado di coniugare la competitività delle imprese e i diritti dei lavoratori".

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