Ceramiche Iris, la proposta dell’azienda


© Trc-Telemodena 2009 MODENA, 19 FEB. 2009 – Ieri pomeriggio al tavolo delle trattative aperto in Regione sulla crisi di Iris ceramiche, la proprietà ha fatto una proposta, un piano industriale triennale che scongiurerebbe la messa in liquidità dell’azienda di Romano Minozzi, ma che prevederebbe comunque tagli significativi. 500 i posti che rimarrebbero, principalmente negli stabilimenti di Sassuolo e Viano mentre a Fiorano resterebbero uffici, magazzino e poco altro. 250 le persone che rimarrebbero fuori, ma fra tre anni, fino ad allora prevista cassa integrazione, e pensionamenti, ma solo su base volontaria. I sindacati hanno preso atto della proposta, e Vincenzo Tagliaferri, Cisl, spiega che è positivo poter almeno contare su tre anni, in cui pensare ad attivare formazione e riqualificazione dei lavoratori, anche in accordo con gli enti locali. Sempre con la speranza che la crisi economica possa essere superata e che magari il mercato riparta. Certo, ha aggiunto Tagliaferri, ci sono ancora alcune questioni da chiarire e affrontare con la dirigenza di Iris, ma venerdì ci sarà comunque un nuovo incontro in Regione, dove si potrebbe arrivare all’accordo definitivo e quindi al ritiro della messa in liquidità da parte della proprietà. Intanto, ieri a Roma, Confindustria ceramica ha incontrato i sindacati nazionali, per concordare le modalità di costituzione del Tavolo istituzionale sulla crisi e la ripresa dell’industria ceramica italiana, a cui parteciperebbero anche i ministeri di Welfare e Sviluppo economico.

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