Ceramica in crisi, ma non affonda


REGGIO EMILIA, 3 GIU. 2009 – Nel settore ceramico la situazione è difficile, ma non drammatica. Ciò è emerso da un nuovo incontro del Tavolo-osservatorio Anteverto promosso dalla Provincia.Come ha messo in luce Alda Spaggiari, responsabile del Centro impiego di Scandiano, in aprile le iscrizioni alle liste di disoccupazione sono calate del 38%, mentre gli avviamenti al lavoro manifestano un costante calo fissatosi sul -32%. Anche le aziende in difficoltà, sembrano soffrire meno di altri distretti il calo di ordinativi: nel settore ceramico siamo ad una riduzione di circa il 30%, grazie anche agli investimenti avvenuti negli ultimi anni, mentre in quello metalmeccanico si raggiunge una diminuzione del 60-70%, considerando che una parte è causata dal settore ceramico. Questo anche perché il distretto ha sviluppato maggiormente negli ultimi anni il settore terziario. Ciò nonostante, Enrico Folloni della Cgil ha annunciato il superamento di quota 2.500 lavoratori in cassa integrazione, evidenziando in particolare come il perdurare di questa condizione produca una progressiva difficoltà delle imprese ad anticipare i trattamenti Inps anche per le casse integrazioni ordinarie. Come ha segnalato Luca Ferri della Cisl,un altro fattore che concorre ad innalzare il livello di "resistenza" del distretto è la diffusione dei contratti di solidarietà: una forma di accordi per la riduzione dell’orario di lavoro che permette di far lavorare tutti ad orario ridotto e determina una decurtazione minore del reddito procapite tra retribuzione e assegno Inps per le ore non lavorate. Sempre Folloni ha segnalato invece un numero crescente di famiglie, rimaste ormai senza reddito e senza nessun ammortizzatore sociale, che insistono in maniera negativa sugli enti locali: da un lato ricorrendo a forme di assistenza sempre più consistenti e prolungate; dall’altro togliendo i bambini dai servizi prescolastici. Questi elementi comporteranno, come hanno segnalato gli assessori Angela Zini ed Enrico Ferrari, una contrazione dei servizi per l’infanzia ed una crescente difficoltà di risorse per i Comuni, che si  amplierà a partire dall’autunno per poi aggravarsi nel 2010. In questo contesto di difficoltà un altro elemento negativo, annunciato da Barbara Mazzocchetti dell’Api, è l’atteggiamento di forte chiusura nei confronti delle imprese da parte del sistema creditizio, che impedisce di fatto alle aziende di accedere alla liquidità anche solo per poter anticipare la cassa integrazione o per attivare investimenti innovativi che permettano di agganciare la ripresa produttiva. Un altro dato positivo è invece emerso da Cerform, (ente di formazione), che è intervenuto nei confronti di una azienda coi dipendenti in contratto di solidarietà, attivando percorsi di aggiornamento professionale nelle ore non lavorative, con un assegno di frequenza in supplemento all’assegno Inps.In conclusione l’assessore provinciale al Lavoro, Gianluca Ferrari si è espresso enunciando che in questo distretto la diffusione dei contratti di solidarietà denota da parte imprenditoriale una maggiore responsabilità sociale nell’attivare accordi sindacali maggiormente favorevoli ai lavoratori. Inoltre, in alcuni casi formazione professionale e un maggiore sostegno al reddito sono fattori di reale valorizzazione delle risorse umane, e questo è un elemento fondamentale, insieme all’innovazione tecnologica, per rilanciare il distretto ceramico su nuove basi. Contemporaneamente l’utilizzo di strumenti di politica attiva come la formazione professionale, o l’Accordo promosso con le banche dalla Provincia per l’anticipazione della cassa integrazione straordinaria, ha permesso a diversi lavoratori sia in ambito distrettuale che provinciale, di usufruire di ammortizzatori sociali in anticipo, contribuendo ad evitare la crescita di situazioni di particolare disagio economico e sociale. Infine il progetto SociaLabor, all’interno dell’Unità anticrisi, vedrà la sua attivazione a partire dall’autunno, che permetterà di affrontare anche situazioni prive di sostegno al reddito, combinando formazione e lavoro, accompagnati da un ammortizzatore sociale locale, in particolare messo a disposizione dai Comuni per attività pubblicamente utili.

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