Ceramica e ambiente, l’Emilia Romagna tra le eccellenze


SASSUOLO (MO), 26 GIU. 2013 – Le autorizzazioni integrate ambientali, cosiddette AIA, che regolano l’esercizio delle attività delle aziende ceramiche sono arrivate alla fase di rinnovo, dopo il primo periodo di validità di cinque anni. "L’esperienza delle AIA ceramiche in Emilia-Romagna rappresenta un caso di eccellenza a livello nazionale – secondo il presidente di Confindustria Ceramica Vittorio Borelli, che ha introdotto un workshop dedicato a questo tema – ma è anche un’occasione per correggere alcune criticità che si sono palesate. Ad esempio la insufficiente graduazione del valore dei suoi contenuti (prescrizioni, indirizzi, suggerimenti gestionali) e la necessità di rimodulare il piano dei controlli".Al workshop, aperto dal saluto del presidente delle Provincia di Modena Emilio Sabbatini, erano presenti la Regione, le Amministrazioni provinciali ed Arpa, riunite per discutere delle proposte di Confindustria per applicare al settore ceramico le indicazioni generali fornite dalla Regione per il rinnovo delle AIA. L’Assessore regionale Muzzarelli ha reso nota la lettera della Regione al Ministro dell’Ambiente per sollecitare il recepimento dell’ultima direttiva europea in materia e per portare i tempi ed i costi delle procedure italiane a livello dei paesi europei più efficienti. "Non intendiamo arretrare nella difesa dell’ambiente e della salute – ha dichiarato Muzzarelli – ma abbiamo tutti da guadagnare dalla semplificazione, cittadini, imprese e pubblica amministrazione. Al tempo stesso deve crescere la cultura della responsabilità sociale dell’impresa, che non è solo un dovere di legalità, ma sempre più un fattore competitivo".Da uno studio presentato dalla Provincia di Modena si è evidenziato che le imprese ceramiche hanno fattori di emissione (quantità di inquinante emessa per unità di prodotto) significativamente e stabilmente inferiori rispetto ai valori previsti dalle BAT europee. Inoltre, grazie all’efficienza dei sistemi di abbattimento adottati, le quantità di materiale realmente emesse sono molto inferiori a quelle autorizzate (il 2% dell’autorizzato per il Piombo, il 7% per le sostanze organiche). Si conferma quindi la lunga tradizione di attenzione ai propri impatti ambientali che caratterizza il settore e l’elevato grado di affidabilità’ delle sue prestazioni.Su queste basi si fondano le proposte avanzate da Confindustria Ceramica che mirano a semplificare lo strumento delle AIA e qualificare le attività di controllo, al fine di eliminare adempimenti non più significativi e ridurre gli oneri a carico delle imprese pur nella garanzia della massima tutela dell’ambiente a garanzia dei cittadini.

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