Ceramica, crescono i ricavi e la vocazione internazionale


SASSUOLO (MO), 7 GIU. 2011 – Trentottomila dipendenti, 6,5 miliardi complessivi di fatturato e un +5% di ricavi nel 2010. Passa attraverso questi numeri la fotografia dello stato attuale dell’industria ceramica italiana, che si conferma un pilastro del Made in Italy grazie anche alla sua vocazione internazionale. Tra i dati presentati oggi a Sassuolo durante l’assemblea di Confindustria Ceramica spiccano infatti le vendite, pari a 2.552 milioni sul mercato interno, di cui però 815,6 derivanti dalle fabbriche estere sullo stesso mercato sede degli stabilimenti. Le esportazioni, invece, sono state pari a 3.965 milioni nei cinque continenti. Il comparto principale è quello delle piastrelle di ceramica che, con le sue 172 imprese (-9 unità rispetto al 2009), ha prodotto l’anno scorso 387,4 milioni di metri quadrati (+5,29%) vendendone 412,8 milioni (+1,07%). Il tutto grazie ad una ripresa delle esportazioni del 2,99%, cui si contrappone una flessione delle vendite sul mercato interno: 123,6 milioni di metri quadrati, -3,15%. E’ stato registrato nel comparto un calo di 1.243 addetti, ora pari a 23.352 in Italia, mentre i 224 milioni di investimenti, pari al 5% del fatturato, si confermano sui livelli del 2009. In ripresa, grazie anche alla crescita dei prezzi medi sul mercato estero, il fatturato, che raggiunge i 4.629 milioni (+2,70%), derivanti da 3.413 milioni di euro di vendite sui mercati esteri (+4,87%) e da introiti sul mercato domestico italiano di 1.216 milioni (-2,95%). "I dati di settore confermano l’impegno delle imprese ceramiche italiane ad essere pronte a cogliere tutte le opportunità di ripresa economica – afferma Franco Manfredini, presidente di Confindustria Ceramica riconfermato all’unanimità per il biennio 2011-2012 – E’ necessario che questa azione sia accompagnata da un impegno del sistema per affrontare i nodi che limitano la competitività delle imprese italiane, con la conseguente necessità di più incisive liberalizzazioni, soprattutto nel campo dei mercati dell’energia".

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