Ceramica a pezzi, si occupa anche all’Hi-Tech Saicis


©Trc- TelemodenaFIORANO MODENESE (MO), 9 DIC. 2009 – Hanno deciso che il vaso era colmo. Quando i 90 dipendenti dell’Hi-Tech Saicis di Fiorano Modenese, in cassa integrazione straordinaria dallo scorso marzo, hanno ricevuto la busta paga di ottobre in bianco, senza gli 800 euro di anticipo della cigs e senza i 190 dell’integrativo concordato con l’azienda, hanno deciso di occupare l’intero stabilimento di Ubersetto. Con quattro macchine, stamattina, hanno sbarrato il cancello per impedire l’uscita delle commesse e per lanciare il loro appello disperato alla proprietà e alle banche che, avrebbero deciso il blocco dei conti correnti dell’azienda, impedendo il pagamento degli stipendi. Una situazione, quella dell’Hi-Tech Saicis, molto difficile, nonostante l’azienda produca piastrelle di gres porcellanato a tutto impasto ad alto contenuto tecnologico. Ma puntare sulla qualità non è stato sufficiente per vincere la sfida dei mercati e così da anni il numero degli addetti è in costante calo. Adesso gli ultimi 90 dipendenti rimasti temono che con la fine della cassa integrazione straordinaria, il prossimo marzo, arrivi la chiusura definitiva. E così, quasi persa ogni speranza, chiedono almeno il pagamento della cassa integrazione.Sono attese novità, invece, dall’incontro che si svolgerà domani in Regione per parlare del piano di ristrutturazione del Gruppo Marazzi. Un appuntamento atteso dopo che da lunedì scorso, contro l’ipotesi di chiusura degli stabilimenti Ragno di Sassuolo e di Iano di Scandiano, i lavoratori hanno iniziato il blocco delle merci. Intanto stamattina, la Cgil ha organizzato un presidio di due ore in via Virgilio davanti agli uffici modenesi della Marazzi per sensibilizzare gli impiegati sui contenuti del piano industriale proposto dall’azienda. Secondo il sindacato, infatti, nonostante le rassicurazioni della proprietà, ci sarebbero anche 60 esuberi nel settore impiegatizio. Nell’incontro di domani in Regione, i ceramisti della Cgil auspicano di avere risposte concrete per salvare anche questi posti di lavoro.

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