Ceramica, 3 mila lavoratori a rischio


Un “fondo per l’occupazione e il sostegno al reddito” per tutelare i 3 mila lavoratori del settore ceramico che rischiano il licenziamento a fine 2013 se non saranno finanziati gli ammortizzatori sociali. Lo chiede il sindacato ceramisti Femca-Cisl di Modena all’indomani del Cersaie. “Non posso unirmi all’entusiasmo di molte delle imprese presenti all’ultima edizione della fiera – afferma il segretario provinciale della Femca Rosario Roselli – Devo, anzi, esprimere preoccupazione rispetto agli esuberi annunciati da più parti. È una situazione delicata che possiamo affrontare e gestire solo con nuovi strumenti di welfare contrattuale”. Per i ceramisti Cisl il rinnovo del contratto nazionale dell’industria delle piastrelle è un’occasione preziosa per rimettere al centro della discussione il valore del lavoro e del capitale umano.

“Siamo disponibili a fare la nostra parte partecipando alla vita d’impresa e favorendo i cambiamenti necessari allo sviluppo competitivo delle imprese – dichiara il segretario Femca – Un nuovo modello di relazioni industriali può garantire le condizioni essenziali per la permanenza delle imprese nel territorio”. Roselli sottolinea che la produzione delle nostre imprese all’estero cresce del 4-5 per cento annuo e potrebbe arrivare a fine 2013 a 145 milioni di metri quadrati, pari a oltre un terzo delle produzione italiana di piastrelle.

“L’internazionalizzazione di una ventina di società di diritto estero controllate totalmente o a maggioranza da dieci gruppi ceramici italiani consolida l’export, ma la delocalizzazione impoverisce il territorio e rischia di portarlo al declino industriale. Eppure – rileva il segretario Femca – Sassuolo è ancora capace di attrarre investimenti”. Roselli cita gli americani del gruppo Mohawk che, dopo aver comprato la Marazzi, ovvero l’azienda leader del settore con un fatturato di oltre 850 milioni di euro, hanno recentemente deliberato investimenti per 60 milioni di euro destinati alla divisione Europa, la metà dei quali per il sito di Fiorano Modenese, dove è previsto il raddoppio produttivo.

Hanno investito anche i turchi di Kale (nuovi proprietari di Fincuoghi), così come Piemme, Florim ed Emilceramica. Quanto al Cersaie, il segretario dei ceramisti Cisl riconosce che la rassegna bolognese ha dimostrato ancora una volta la capacità delle aziende del comprensorio di rinnovare la gamma dei prodotti; nel 2012 le imprese hanno investito in tecnologia, ricerca e sviluppo 255 milioni di euro, una somma che corrisponde al 5,5 per cento del fatturato del settore e che è cresciuta del 3 per cento rispetto al 2011.

Roselli condivide, infine, le richieste rivolte al governo dal neo presidente di Confindustria Ceramica Vittorio Borelli affinché si intervenga su alcuni punti critici: costi energetici, accesso al credito, riduzione della burocrazia, realizzazione di infrastrutture.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet