Centrali cooperative insieme contro la crisi


BOLOGNA, 17 OTT. 2011 – Se davanti a noi c’è un fossato, allora c’è da costruire un ponte. Se lo si fa insieme, l’ostacolo si supera meglio. Più o meno è questa la metafora che spiega la condizione in cui si trovano le tre centrali cooperative emiliano romagnole di Legacoop, Confcooperative e Agci. Questa mattina a Bologna hanno tenuto un’assemblea per lanciare, alla presenza del presidente della Regione Errani, l’ennesimo allarme sui numeri della crisi. "Ci aspettano due inverni molto freddi", ha avvertito Paolo Cattabiani, presidente regionale di Legacoop. Un modo per dire che anche per l’anno prossimo è impensabile attendersi una ripresa. "Per il 2012 vediamo una sostanziale tenuta dell’occupazione e della produzione – spiega Cattabiani – ma un ulteriore calo dei margini e un aumento della tensione finanziaria. Inoltre, bisognerà dare un occhio ai livelli occupazionali nei settori della cooperazione sociale e delle costruzioni", ha continuato Cattabiani.Le cooperative sociali che risentono dei tagli della pubblica amministrazione e quelle che lavorano nell’edilizia sono le più sofferenti. Le cooperative emiliano-romagnole hanno anche fissato obiettivi e priorità: innanzitutto la difesa del lavoro, guardano anche alle nuove sfide. "Nel welfare – ha detto Maurizio gardini, presidente di Confcooperative – ci sono meno risorse con la domanda che cresce. Noi siamo a disposizione, come pure nel trasporto pubblico locale, dove siamo convinti si possano liberare risorse nemmeno piccole facendo efficienza senza impoverire il servizio".E’ in questo quadro che, anche in Emilia-Romagna, va avanti il processo di integrazione nell’Alleanza delle cooperative fra Legacoop, Confcooperative e Agci. Per il momento a livello regionale non ci sono portavoce unico e organi unitari, "ma in questa regione – ha detto Massimo Mota, presidente Agci – siamo da tempo abituati a rapportarci per moltissime questioni e questo ha reso facile un passo avanti. D’altronde la richiesta di unità è più forte, soprattutto nelle cooperative più attive".

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