Cei, dopo il fallimentochance per risorgere


BOLOGNA, 02 AGO. 2013. E’ stato raggiunto due giorni fa l’accordo tra i sindacati e il curatore fallimentare, Pietro Stefanetti, per la Cei, azienda specializzata nella produzione di componenti per il settore sanitoraio-ospedaliero. La Filctem/Cgil spiega, infatti, che la Cei "nonostante una posizione leader di mercato e un portafoglio ordini in attivo, per una crisi interna di rapporti tra i soci è stata costretta ad attivare le procedure concorsuali che hanno portato, su sentenza del Tribunale di Bologna, al fallimento a metà giugno". Tuttavia, grazie all”esercizio provvisorio attivato dal Tribunale e dal curatore, "è stato possibile proseguire l”attivita” produttiva e commerciale e conseguire un’intesa sindacale che consente la vendita, tramite asta pubblica, salvaguardando l”intera società, il luogo produttivo e i 52 dipendenti tra operai e impiegati", fanno sapere i due sindacalisti. I soggetti interessati all”acquisto della Cei, tramite l’asta pubblica del Tribunale, sono invitati a presentare "un’offerta che mantiene integro il patrimonio aziendale e le professionalità complessivamente intese, evitando speculazioni sul marchio e sui brevetti dell”azienda", mettono in chiaro Lunghi e Grandi. "A nostro giudizio- aggiungono- questa intesa e il percorso conseguente, grazie all”attenta ed efficace gestione della curatela, dimostra ancora una volta che è possibile uscire dalle situazioni più difficili senza che si disperda la ricchezza imprenditoriale e professionale del nostro territorio, gia” pesantemente traviato da una crisi che non mostra segni di allentamento".

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