Liberalizzazioni, l’elefante Eni teme il ‘topolino’ Conad a Cesena


cesena 21 luglio L’Eni, società petrolifera che svolge attività nel settore della ricerca, coltivazione, raffinazione e distribuzione di idrocarburi, ha fatto ricorso straordinario al Capo dello Stato contro il Comune di Cesena e la Provincia di Forlì-Cesena nei riguardi dell’apertura di un impianto di distribuzione di carburante a marchio Conad nell’area Montefiore a Cesena, prevista come variante al Piano regolatore generale.L’Eni ha chiesto la sospensione degli effetti della delibera perché dagli atti emerge “l’illegittimità della variante al Programma integrato di intervento con riferimento alla realizzazione dell’impianto di carburante per autotrazione … e considerata in particolare la distorsione della concorrenza determinata da una previsione urbanistica a beneficio esclusivo e privilegiato di soggetti privati, posto che da tale previsione deriva ad Eni un gravissimo pregiudizio nell’operatività concorrenziale degli impianti di distribuzione di carburante in Cesena…”.Dunque, la principale società erogatrice di carburanti, che ha in Italia 4.542 stazioni di servizio, si oppone all’apertura di un singolo distributore di carburante ricorrendo addirittura al Capo dello Stato. Un distributore di carburante che, nei fatti, Eni valuta una proposta di concorrenza sleale, distorsiva per il mercato.Ciò accade in un Paese che invece avrebbe bisogno di modernizzazione e liberalizzazioni per rilanciare il sistema Italia e difendere il potere d’acquisto delle famiglie, messo sempre più in crisi, e in cui il costo dei carburanti continua a crescere in modo incontrollato quanto esagerato.Conad ritiene che questo monopolio, inaccettabile per i cittadini e per l’Italia, debba cessare perché impedisce ad altri attori di proporsi nel mercato in un regime di libera e reale concorrenza, non figlia di attività di lobby o di posizioni di privilegio acquisito.I “soli” 11 distributori di carburanti aperti da Conad dal 2005 a luglio 2011 sono il portato delle infinite difficoltà burocratiche da superare, delle leggi emanate da solerti Regioni con lo scopo di limitare la libera concorrenza, delle decine di domande per l’apertura di nuovi impianti che rimangono ancora inevase sui tavoli di tante Regioni, dal nord al sud dell’Italia. Già, perché Ð pur conservando una marginalità utile a sviluppare la rete dei propri distributori Ð risparmiare con i carburanti a marchio Conad è un dato di fatto assodato: nel portafoglio degli automobilisti in sei anni sono rimasti 20,2 milioni di euro, senza tralasciare le altrettanto importanti ricadute positive sul costo del trasporto delle merci e dei beni di largo consumo. E senza dimenticare che ogni impianto Conad ha una produttività superiore ai 10 milioni di litri rispetto alla media della rete italiana dei distributori, ferma a 1,6 milioni di litri.E’ tutto questo che l’Eni paventa come concorrenza distorsiva del mercato?“E’ una situazione che preoccupa Ð sottolinea il direttore generale di Conad Francesco Pugliese -ancor più perché cade in un momento di forti difficoltà economiche per le famiglie. Impedire o cercare di porre un veto alle liberalizzazioni quando la stessa Comunità europea ne reclama la corretta attuazione è un controsenso. Penalizzare la libera scelta imprenditoriale di nuovi operatori, in particolare la moderna distribuzione, è un determinante passo indietro nel momento in cui è richiesto un grande sforzo per sostenere il sistema Italia contenere i prezzi cercando di attenuare gli effetti dell’inflazione che, complice in misura determinante il costo dei carburanti, è salita al 2,7 per cento, come non accadeva da novembre 2008. Informeremo i nostri sette milioni di clienti di questa grave e illogica situazione e faremo una capillare campagna di sensibilizzazione a tutti i livelli. Fino ad oggi, nei nostri impianti, gli automobilisti hanno risparmiato 20,2 milioni di euro; è un risultato che non accettiamo sia mascherato accusandoci di concorrenza distorsiva.Quello di Eni è un atteggiamento che non tiene in considerazione la tutela dei consumatori e il fatto che la moderna distribuzione, se posta nelle condizioni di intervenire in modo adeguato nel mercato, sa contribuire in maniera rilevante all’ammodernamento del Paese e alla diminuzione dei prezzi dei carburanti. Conad sta facendo la propria parte, ma vorrebbe che si creassero le condizioni per fare tanto di più, perché le liberalizzazioni sono un’esperienza che merita di essere seguita e sviluppata, nell’interesse primario dei consumatori. La rete dei distributori ConadA giugno 2011 sono in funzione 11 distributori di carburanti con l’insegna Conad. La produttività è superiore ai 10 milioni di litri all’anno, rispetto alla media Italia della rete di 1,6 milioni di litri.Dall’avvio del primo impianto di Gallicano (Lucca) a giugno 2011 il risparmio per gli automobilisti è stato di 20,2 milioni di euro (rispetto ai prezzi medi mensili Italia pubblicati dal ministero dello Sviluppo economico), oltre ai benefici indiretti del contenimento dei prezzi da parte della concorrenza. Al 18 luglio 2011, la differenza tra i prezzi medi della rete degli impianti Conad e quelli media Italia è:> benzina sp: -8,7 centesimi di euro al litro> gasolio: -7,9 centesimi di euro al litro> gpl: -7,3 centesimi di euro al litroEntro la fine del 2011 sono previsti nuovi impianti in Piemonte, Sardegna, Lazio, Toscana, Emilia-Romagna e Umbria. Le domande in giacenza, per le quali si attende una risposta o il rilascio delle autorizzazioni, sono al momento 48.I distributori Conad aperti sino a giugno 2011:Gallicano (Lucca) novembre 2005Trentola Ducenta (Caserta) gennaio 2007Carbonia (Carbonia Iglesias) gennaio 2008Baggiovara (Modena) maggio 2008Pagani (Salerno) luglio 2009Faenza (Ravenna) febbraio 2010Arma di Taggia (Imperia) febbraio 2010Bibbiano (Reggio Emilia) maggio 2010Savigliano (Cuneo) luglio 2010Porto Torres (Sassari) agosto 2010Bracciano (Roma) aprile 2011 Luglio 2008- luglio 2011: prezzi a confrontoDal confronto tra i prezzi di luglio 2008 e luglio 2011 è evidente che ad aumentare è stata soprattutto la fiscalità.Il prezzo di un litro di benzina è arrivato a 1,577 euro (+4,48 centesimi di euro rispetto al 2008): in crescita il carico fiscale (+5,67 centesimi di euro) nonostante il prezzo del prodotto raffinato sia diminuito di 0,90 centesimi di euro e i margini di filiera siano anch’essi diminuiti di 0,29 centesimi. Il prezzo del gasolio è salito a 1,449 euro al litro, con una diminuzione di 7,92 centesimi di euro rispetto al 2008, nonostante il carico fiscale sia aumentato di 3,60 centesimi di euro, il prodotto raffinato sia diminuito di 12,35 centesimi di euro e i margini di filiera aumentati di 0,83 centesimi. Il prezzo medio di un litro di benzina negli impianti Conad si è attestato a 1,486 euro al litro (+3,96 centesimi di euro rispetto al 2008) con un incremento del car ico fiscale di 5,58 centesimi di euro, mentre sono diminuiti il prezzo del prodotto raffinato (0,90 centesimi) e i margini di filiera (0,72 centesimi).Il gasolio Conad è diminuito, attestandosi in media a 1,365 euro al litro (-9,29 centesimi di euro al litro rispetto al 2008) con un carico fiscale aumentato di 3,37 centesimi di euro, il prezzo del prodotto raffinato in caduta di 12,35 centesimi e i margini di filiera ridotti di 0,31 centesimi. (dati: elaborazione Ufficio studi Ancd su dati Platts European Marketscan e Banca d’Italia-Uic, 13 luglio 2011). Nel loro complesso, i valori hanno risentito sia delle tensioni dei mercati oil sia del mercato dei cambi, con i prezzi dei prodotti raffinati (riferimento Platts Mediterraneo) vicini, sui mercati internazionali, a quelli delle punte dell’estate 2008.

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