Ccpl, la reazione alla crisi si vede nel bilancio


REGGIO EMILIA, 19 APR. 2012 – Affrontare con reattività il contesto competitivo modellato di anno in anno dalla recessione. E’ questo l’intento di Ccpl, uno dei maggiori gruppi industriali cooperativi in Italia, pronto a presentare i dati di un 2011 tutto sommato positivo. Il valore della produzione del bilancio consolidato si attesta su 785 milioni di euro, a fronte dei 775 del 2010, con un utile netto di esercizio pari a oltre 1,5 milioni di euro.La conferma della reattività del Gruppo ai morsi della crisi economica è dimostrata dalla dinamicità degli investimenti tecnici e finanziari che superano i 44 milioni di euro (+30% rispetto all’anno precedente) con un cash flow che va oltre i 24 milioni di euro. Il patrimonio netto complessivo si consolida intorno ai 168 milioni di euro.Un’anticipazione dei dati del bilancio 2011 di Ccpl è stata data stamattina nella conferenza stampa di presentazione della convention in programma domani. Dalle ore 14.30 al Classic Hotel di Reggio Emilia si tiene l’assemblea generale dinanzi ai dipendenti e ai rappresentanti del mondo economico e istituzionale della città. A presentare la situazione complessiva del Gruppo saranno presidente Mauro Casoli e l’amministratore delegato Ivan Soncini.I dati del 2011 confermano come Ccpl abbia salvaguardato la propria solidità finanziaria e patrimoniale senza rinunciare all’avvio di importanti azioni sul piano della crescita e del rinnovamento gestionale e strategico. Guardando gli investimenti, ad esempio, si nota come quelli tecnici e finanziari superano i 44 milioni di euro (+30% rispetto all’anno precedente) con un cash flow che va oltre i 24 milioni di euro. Il 2011 è stato l’anno che ha visto nascere la ‘Società Cooperativa Europea dei dipendenti’ di Ccpl. Denominata "Wecoop", è uno strumento di partecipazione dei lavoratori alla governance del Gruppo. Oggi conta 450 iscritti, circa un terzo dei lavoratori complessivi del Gruppo.Le conclusioni della convention prevedono un dibattito che vede coinvolti, oltre al presidente di Legacoop nazionale Giuliano Poletti, i presidenti delle quattro maggiori cooperative nazionali di costruzioni: CMB, CMC, Coopsette, Unieco. Lo scopo dell’iniziativa è sollecitare una riflessione sul futuro del movimento cooperativo e sui processi di riorganizzazione delle imprese per recuperare una capacità competitiva intaccata dalla crisi e soprattutto per affrontare con forme organizzative adeguate le nuove sfide poste dai mercati internazionali.

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