Cazzola, l’anatra zoppa che sparge veleno


BOLOGNA, 19 GIU. 2009 – L’anatra zoppa non è guarita. Nei giorni scorsi Alfredo Cazzola aveva detto: "L’abbiamo portata al Rizzoli e ora sta bene", ma non è così. Nonostante il ricovero nell’ospedale bolognese, l’uccello non ha recuperato l’uso della zampa malata e avrà bisogno della stampella per i prossimi cinque anni, se il candidato del centrodestra verrà proclamato vincitore dal ballotaggio in programma sotto le Due Torri domenica e lunedì.L’anatra, infatti, non è altro che il sindaco della città, che diventa claudicante quando non ha i voti sufficienti per governare. E questo è il destino a cui Cazzola va incontro, dato che, comunque vada il secondo turno delle elezioni comunali, il centrosinistra avrà la maggioranza in consiglio. La conferma si è avuta ieri pomeriggio, quando l’ufficio elettorale centrale di Bologna ha diramato i risultati definitivi del voto del 6 e 7 giugno – che sono stati ricontati – e ha ribadito il 50,48% di preferenze ottenuto dalle sette liste apparentate a Flavio Delbono.Nella situazione a lui più favorevole, insomma, l’ex patron del Bologna calcio potrà occupare lo scranno più alto di Palazzo d’Accursio, ma dovrà convivere per tutta la durata del suo mandato con ben 25 consiglieri del centosinistra (che diventeranno 29 nel caso in cui si dovesse imporre il suo avversario), oltre che con 6 guazzalochiani e un grillino. Dalla sua parte, e non si sa nemmeno con quanta convinzione, avrà soltanto i 15 eletti nelle file del Pdl e della Lega. Lo spettro dell’ingovernabilità spaventa Cazzola, che non si arrende all’evidenza e annuncia una nuova battaglia legale. Il suo capolista Daniele Corticelli, dopo aver messo in giro nei giorni scorsi la notizia per cui al centrosinistra mancherebbero mille voti per avere la maggioranza assoluta, ha già pronto un ricorso al Tar per contestare i numeri ufficiali. "Ci sono errori e anomalie macroscopiche", ripete dal quartier generale di via degli Orefici, ma lui e il suo capo sono rimasti gli unici a vederli.Anatre zoppe a parte, però, la vera preoccupazione di Alfredo Cazzola in questi ultimi giorni di campagna elettorale sembra quella di infangare il più possibile la reputazione di Flavio Delbono. Protagonista indiscussa delle sue dichiarazioni è ormai Cinzia Cracchi (nella foto qui a fianco), l’ex compagna e segretaria del candidato sindaco del centrosinistra. Cazzola dice di averla incontrata personalmente e di aver scoperto dalla sua viva voce che lei "ha girato il mondo con l’ex vice-presidente della Regione a spese dei contribuenti". Un’accusa che dovrà essere verificata, dato che l’imprenditore – che ha a lungo negato una vecchia condanna in appello per aver pestato un automobilista – ha già dimostrato di non essere sempre e del tutto trasparente. Ma che ha comunque portato all’apertura di un’inchiesta per abuso d’ufficio.E’ in questo contesto che ieri pomeriggio intorno alle 3 la signora Cracchi si è presentata negli uffici della Procura della Repubblica: per essere ascoltata dai pm Luigi Persico e Massimiliano Serpi in quanto persona informata dei fatti. Un interrogatorio a sorpresa, che si sarebbe dovuto tenere solo dopo il ballottaggio. Gli inquirenti avevano fornito delle rassicurazioni in merito, ma devono aver cambiato idea. E così facendo hanno contribuito a rendere l’atmosfera ancora più tesa e lo scenario politico bolognese sempre più simile ad una soap opera. Fasciata in un abito lucido, con tacchi a spillo ai piedi e occhiali da sole Dolce&Gabbana sugli occhi, Cinzia ha fatto il suo ingresso trionfale in Procura e, pur avendo negato di aver effettuato viaggi a spese della Regione, ha ammesso di aver parlato con Cazzola della sua vicenda lavorativa. Di come, cioè, il suo rapporto professionale con Delbono si sia interrotto improvvisamente in contemporanea con la fine della loro relazione. E qui, quindi, sembra essere entrato in gioco anche il rancore che spesso nasce tra due innamorati quando decidono di lasciarsi. Francamente, però, la situazione è già abbastanza paradossale. Meno male che il 21 giugno è ormai alle porte.

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