Cazzola-Galletti, tra i due litiganti deciderà il tribunale


BOLOGNA, 28 APR. 2009 – Ti rullo di cartoni. E’ il titolo di una canzone degli Skiantos, ma è anche la minaccia rivolta da Alfredo Cazzola, candidato sindaco di Bologna appoggiato da Pdl e Lega, a Luca Galletti, candidato alla provincia nelle file dell’Udc. Un diverbio avvenuto sabato scorso, il 25 aprile. I due si sono incontrati in via degli Orefici, davanti alla sede elettorale di Cazzola. Parlando, non hanno convenuto sul fatto che secondo l’ex patron del Bologna, ci fu un momento in cui lo stesso Galletti gli chiese di candidarsi al posto di Guazzaloca. Un episodio mai accaduto secondo l’onorevole dell’Udc candidato alla provincia. Da lì l’enfasi, dal discorso, è passata quasi alle mani. Così racconta il quotidiano Repubblica che riporta il seguente discorso diretto pronunciato da Cazzola dopo che Galletti gli aveva appoggiato una mano sulla spalla: “ Togli quella mano o ti do un cartone in faccia che smetti di parlare per sempre”."Ribadisco i fatti come riportati da Repubblica", ha detto il deputato Udc ieri in una conferenza stampa."Le parole dette oggi da Cazzola a una radio privata sono falsità", ha aggiunto, riferendosi a un intervento in cui il candidato sindaco ha negato di avere minacciato e insultato il parlamentare. "Non ho intenzione di farmi trascinare nel fango dal signor Cazzola, è il terreno suo, quello in cui si muove meglio. Io ho una storia ben diversa dalla sua. Faccio politica da trent’anni e non ho mai ricevuto né presentato querele, ma stavolta ho dato mandato all’avv. Magnisi di sporgere denuncia per minacce e ingiurie nei confronti del sig. Cazzola. La giustizia farà il suo corso e spero che la campagna elettorale possa tornare a svolgersi sul terreno della politica".Nella conferenza stampa, Galletti ha distribuito una notizia Ansa del 31 ottobre 1996 su una condanna a sei mesi (pena sospesa e non menzione) per lesioni personali di Cazzola, assolto nell’occasione dalle accuse di rissa, ingiurie, minacce e violenza privata. Sentenza del pretore di Bologna per una lite avvenuta il 4 aprile 1990 per un’auto che era stata parcheggiata davanti al cancello della società di Cazzola, la Promotor, e ostruiva l’entrata. Quando l’automobilista tornò a prendere la vettura scoppiò un diverbio con un collaboratore di Cazzola che poi intervenne a sua volta. Oltre alle parole grosse partì anche qualche colpo proibito. L’automobilista riportò lesioni guaribili in 25 giorni (il Pretore stabilì in 10 milioni la provvisionale a suo vantaggio) e Cazzola – che ha sempre ammesso di aver dato un pugno per difendersi da un’aggressione fisica – lesioni curabili in tre giorni. L’automobilista fu condannato a due mesi per lesioni personali. "Questo episodio la dice lunga", ha commentato Galletti, che ha detto di avere "decine di testimoni" sul diverbio del 25 aprile.Ma anche Cazzola controbatte per vie legali. L’ex proprietario del Motor Show ha infatti annunciato di aver già sporto querela contro Galletti , non volendo specificare però per quale accuse (se per minacce, calunnia o altro) e se la denuncia si estende anche ad altre persone (eventuali testimoni o il giornale cha ha ricostruito la vicenda. Cazzola ha raccontato che si trovava davanti alla sede del suo comitato elettorale, a due passi da piazza Maggiore, insieme a Roberto Tunioli (manager che fa parte della sua squadra) quando si sono avvicinati Galletti e Alessandro Guidi (collaboratore di Cazzola quando era presidente del Bologna). "Ho chiesto spiegazione a Galletti – ha raccontato Cazzola – di una sua intervista in tv quando ha definito ‘cazzolata’ una mia dichiarazione. Gli ho detto che mi è dispiaciuto, anche perché era stato ospite a casa mia più volte quando, con altri esponenti dell’Udc, mi aveva chiesto di candidarsi. Lui mi ha messo una mano sulla spalla e io gli ho chiesto, con tono fermo ma pacato, di toglierla. Lui si è allontanato e io gli ho detto ‘arrivederci onorevole’ e la cosa è finita lì. La ricostruzione di Repubblica è fantasiosa, dei due sono stato io a sentirmi minacciato". Quella di Galletti è stata, secondo Cazzola "un’azione da kamikaze. Ormai è certo che io arriverò almeno secondo e questa cosa è difficile da accettare per qualcuno. Comunque Galletti non è mai stato così importante come oggi: non vorrei che facesse la sua campagna elettorale per la presidenza della Provincia usando il mio nome, visto che i sondaggi lo danno all’1,89%".

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