Castenaso, si suicida dopo aver ucciso i suoi due bambini


CASTENASO (BO), 24 SET. 2009 – Una nuova tragedia familiare ha colpito l’Emilia-Romagna. Erika Mingotti, una donna italiana di 34 anni, ha ucciso i suoi due figli – Alessio, un bimbo di sei anni, e Arianna, una bimba di cinque – all’interno della loro abitazione di Castenaso, grosso comune alle porte di Bologna. Poi si è uccisa gettandosi dalla terrazza al secondo piano di una palazzina di via Mazzini, nel centro del paese.La madre avrebbe soppresso i due bambini durante la notte accoltellandoli e poi affogandoli, anche se la dinamica è ancora da chiarire. La donna, che è separata dal marito da poco più di un anno, ha poi messo fine alla sua vita con il salto nel vuoto.Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Medicina e del Reparto operativo di Bologna. E ora l’inchiesta sulla tragedia familiare sarà coordinata dal sostituto procuratore di turno, Marco Imparato.Non è escluso che la donna possa aver addormentato i piccoli utilizzando sonnifero prima di ucciderli. Poi si è tagliata le vene e quindi si è gettata dal balcone. Il tonfo è stato sentito da alcuni vicini, che hanno dato l’allarme. I carabinieri hanno trovato i corpi dei due piccoli, che indossavano il pigiama, sul letto matrimoniale. Sia il maschietto che la femminuccia presenterebbero, ad un primo riscontro, ferite da taglio alla gola.La donna ha lasciato su un mobile di casa una lettera, che sembra indirizzata a sua madre, per spiegare il suo gesto disperato. Parole da cui, a quanto si è appreso, trasparirebbe la solitudine e quindi la depressione di cui si sentiva vittima, forse anche a causa della separazione dal marito. I corpi saranno sottoposti nelle prossime ore ad accertamenti autoptici.Stando ad alcuni testimoni, Erika Mingotti fino alla separazione avrebbe lavorato a Bologna nel negozio di biciclette del marito, in zona Massarenti, per poi trovare dopo la separazione lavoro come impiegata. I figli frequentavano entrambi due istituti a Castenaso. Alessio aveva da poco iniziato la prima elementare alle "Marconi", mentre la piccola Arianna era all’ultimo anno della materna "Bentivogli". L’ex marito di Erika Mingotti aveva chiesto informazioni al Comune sulle procedure per ottenere un alloggio popolare, perché dopo la separazione il giudice aveva affidato la casa dove abitava la famiglia alla moglie a ai due figli. L’ha raccontato Andrea Biagi, vicesindaco di Castenaso e assessore con delega ai servizi sociali. Al Comune non risulta invece che la donna fosse seguita dai servizi di igiene mentale di Budrio. Questa strage familiare arriva a poche settimane da un’altra simile, che ha colpito un’altra cittadina dell’Emilia-Romagna. A Sabbione, frazione alle porte di Reggio Emilia, nella notte tra il 30 e il 31 agosto Davide Duò, 47 anni, ex operaio ceramista disoccupato, seguito da tempo dai servizi di igiene mentale, ha ucciso (aggredendoli nel sonno con mazzetta e coltello) moglie e due figli, uno di 19 anni, l’altro che non ne aveva ancora compiuti cinque – sopravvissuto alle ferite ma morto nella serata successiva – e ferito gravemente la padrona di casa, che da vent’anni ospitava la famiglia. Duò poi ha ingerito farmaci e alcol, prima di avvisare il 113 e, come nel caso di Castenaso, buttarsi dalla finestra. E’ tuttora in coma.

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