Castelvetro e l’impiantodella discordia


CASTELVETRO (MO), 28 GIU. 2012 – A dieci giorni dal via libera dato dalla Conferenza dei Servizi all’impianto di trattamento degli scarti animali voluto da Inalca, il sindaco di Castelvetro Giorgio Montanari ha voluto fare il punto su un progetto che sta provocando molti malumori in paese, ma che da ormai quasi un anno lui continua a difendere. E che, lo rivela oggi per la prima volta, cinque mesi fa gli è costato anche delle minacce di morte.Il progetto originario di Inalca, un impianto di cogenerazione a biomasse, è stato bocciato e ha dovuto lasciare spazio ad un altro che servirà a ricavare grasso liquido dalla bollitura di resti animali, utilizzato come combustibile per la produzione di energia. La sua Valutazione di impatto ambientale è stata integrata con circa 50 prescrizioni a carattere ambientale e gestionale su cui il Comune ora dovrà sorvegliare.Montanari ha voluto parlare con la stampa al termine di un percorso lungo e difficile per chiedere di abbassare i toni. Le proteste contro l’impianto, infatti, non si fermano e hanno portato alla nascita del Comitato No Biomasse Inalca, che si batte perché Castelvetro, cuore produttivo del Lambrusco, non venga infestato da cattivi odori. Il sindaco però, assicura piena disponibilità al dialogo.

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