Cassa in deroga, in 32mila senza reddito


Sono 32.000 i lavoratori in Emilia Romagna che dal mese di gennaio non percepiscono un euro di reddito a causa della mancata copertura finanziaria da parte del governo. Nel periodo gennaio-maggio 2014, le ore autorizzate dall’Inps evidenziano un incremento del ricorso agli ammortizzatori pari a 4,4 milioni (+12,6%) di ore rispetto allo stesso periodo del 2013. Nel 2014 si contano 39,2 milioni di ore autorizzate – il dato più alto degli ultimi quattro anni – rispetto allo stesso periodo del 2013 che era di 34,8 milioni di ore. A fronte di una riduzione del ricorso alla CIGO (meno 3,2 milioni di ore rispetto al 2013, pari a -38,3%), assistiamo ad un forte incremento del ricorso alla CIGS (6 milioni di ore rispetto al 2013, pari a +42,3%) e ad un incremento della CIGD di 1,6 milioni di ore rispetto al 2013 (pari a +13,4%) nonostante la mancata autorizzazione degli accordi che sono in attesa della copertura finanziaria.

 

Evidentemente questo indica la strutturalità della crisi ed il lento esaurimento della copertura degli ammortizzatori ordinari: le aziende sono passate dalla CIGO alla CIGS e poi alla DEROGA, senza dare alcun segnale di ripresa. Nella nostra regione, nel periodo compreso tra il 2009 ed il 2014, sono state utilizzate più di 450 milioni di ore di cassa integrazione, di cui quasi 180 milioni di ore di cassa in deroga. Ad oggi i lavoratori in cassa integrazione in deroga in Emilia Romagna (nel periodo gennaio-maggio 2014) sono 32.000 e dal mese di gennaio non percepiscono un euro di reddito a causa della mancata copertura finanziaria da parte del governo: anche la sottoscrizione del decreto di 400 milioni di euro annunciata ieri dal Ministro Poletti copre a malapena il primo trimestre di quest’anno.

 

Senza la completa copertura finanziaria e la modifica del decreto che limiterebbe la copertura della deroga, dal mese di settembre 32.000 lavoratori dell’Emilia Romagna verrebbero licenziati, producendo in questo modo un trauma sociale insostenibile ed un colpo devastante al sistema produttivo dell’Emilia Romagna. E’ evidente che diventa sempre più urgente avere una risposta dal governo sul finanziamento degli ammortizzatori e di una riforma che consegni agli ammortizzatori il carattere universale, come ribadiremo nelle giornata di mobilitazione unitaria nazionale a Roma il prossimo 22 Luglio con presidio davanti a Montecitorio e gli interventi dei Segretari Generali nazionali di CGIL CISL UIL. A quell’appuntamento l’Emilia Romagna si presenterà con una delegazione di 1.000 lavoratori.

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