Caso Golinucci, i Cappuccini pronti a collaborare


CESENA, 27 APR. 2010 – Ormai anche Giancarlo Galli, il padre guardiano del convento dei Cappuccini di Cesena, è d’accordo. "Massima disponibilità, da parte nostra – la detto ieri sera davanti alle telecamere di "Chi l’ha visto?" – nei confronti della magistratura per le nuove ricerche di Cristina". E l’ok della comunità religiosa dà il via libera ai nuovi accertamenti che la Procura di Forlì potrebbe disporre a breve alla ricerca della verità sulla scomparsa di Cristina Golinucci, la ventunenne di Ronta di Cesena di cui non si sa nulla dall’1 settembre 1992, quando uscì da casa per andare proprio al convento dei Cappuccini dove aveva appuntamento con il suo confessore, padre Lino. La Fiat 500 azzurra della giovane fu ritrovata nel parcheggio del convento. La madre di Cristina, Marisa Degli Angeli, è da sempre convinta – e lo ha ripetuto anche durante la trasmissione di Raitre – che sua figlia "non si è allontanata da questo luogo". Un sopralluogo, senza esito, fu già fatto nell’agosto 1997 anche all’interno del convento, "ma ora – ha ribadito la mamma – possono essere fatti nuovi controlli con sistemi più sofisticati, come i georadar". Già circa un mese fa la donna si era presentata al convento con alcuni geologi per chiedere di poter fare un sopralluogo, ma la risposta fu negativa. Ora è invece arrivata la disponibilità dei frati in diretta tv: "Non abbiamo ricevuto ancora nessuna richiesta – ha detto padre Giancarlo, che solo da due anni e mezzo è a Cesena, riferendosi a possibili atti giudiziari – ma appena arriverà ci metteremo a disposizione. Vogliamo dare il nostro contributo; la ricerca della verità è ciò che anche noi intendiamo perseguire". I sospetti puntarono già allora su un africano, Emmanuel Boke, all’epoca ospite del convento, che poco tempo dopo la scomparsa di Cristina si rese protagonista nella zona di una violenza sessuale con tentato omicidio; scontò una condanna a sei anni, poi di lui si persero le tracce. In carcere confessò proprio a padre Lino di aver ucciso Cristina Golinucci, ma per quella vicenda non furono trovate prove nei suoi confronti. Intanto mamma Marisa – che negli anni ha stretto amicizia con i familiari di Elisa Claps e con loro, tra gli altri, ha fondato l’associazione "Penelope" per la ricerca di persone scomparse – continua a sperare in qualche novità: "Faccio appello a tutta Cesena – ha detto stasera – se qualche ragazza di allora fu molestata da Boke, se pensa di avere qualche indizio, si faccia avanti. Ci aiuti a scoprire una verità che aspettiamo da diciotto anni. Voglio trovare il corpo di mia figlia".

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