Case, compravendite in calo ma i prezzi non si schiodano


BOLOGNA, 16 LUG. 2010 – Una delle prime leggi dell’economia che si imparano a scuola è che se c’è una domanda bassa di un bene il prezzo di questo tende a diminuire. Per il mercato immobiliare italiano questa regola non vale. Lo conferma il rapporto di Nomisma presentato oggi a Bologna e che analizza i numeri dei primi sei mesi del 2010. Pur essendo di fronte a una flessione delle compravendite così come dei mutui concessi per l’acquisto di case, i prezzi del mattone di scendere non ne vogliono sapere. Certamente i periodi in cui si impennavano ogni anno sono un lontano ricordo. Ma nonostante la loro cavalcata sia finita a causa della crisi dell’economia, il livello delle quotazioni riesce a resistere, risultando in pratica stazionario. Qualche diminuzione c’è, ma non significativa."Negli ultimi sei mesi abbiamo registrato un calo dell’uno per cento medio dei prezzi delle case – ha spiegato il presidente di Nomisma Gualtiero Tamburini -. Una cifra bassa che se sommiamo alla diminuzione rilevata nel semestre precedente, per avere un riferimento annuo, non arriva al tre per cento." Secondo Tamburini il fatto che le quotazioni non si schiodino è dovuto al fatto che quello italiano è un mercato bloccato "fatto da tante famiglie proprietarie, tale per cui non c’è un immissione di prodotto sul mercato che fa crollare i prezzi".Le città analizzate dal rapporto dell’osservatorio sul mercato immobiliare di Nomisma,sono state 13: Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Padova, Roma, Torino e Venezia. La quota persa dagli immobili dall’inizio della crisi, in termini nominali, è stata del 5%. Una ripresa, che però sarà, almeno all’inizio, modesta, si attende non prima dell’inizio del 2011. Ingessato è anche il mercato degli affitti che, dice il rapporto, "non riesce ad approfittare dell’impasse di quello della compravendita".LA SITUAZIONE A BOLOGNARallenta, ma prosegue il calo i prezzi delle case a Bologna (-1,5%), come quello dei canoni di affitto (-2%). Questi i dati degli ultimi sei mesi sotto le Due Torri, evidenziati dal rapporto dell’osservatorio sul mercato immobiliare di Nomisma. Si protrae la congiuntura negativa, ma "se si guarda in retrospettiva – si legge nello studio – si tratta di un progressivo rallentamento della flessione che ha avuto inizio nel secondo semestre 2008, con un -4,5% e si è via via ridotta".Per il residenziale il rapporto sottolinea la "stabilità" di compravendite e affitti. Con un tempo medio di vendita in calo nel semestre, ora di 6,5 mesi, mentre quello di affitto è di 3,7 mesi per le abitazioni usate, 4,4 per quelle nuove. Lo sconto sul prezzo richiesto è cresciuto, sia sul nuovo che sull’usato, ed è rispettivamente del 8,1% e 12,6%. Gli acquisti sono stati sostenuti da un ricorso al credito, cresciuto in un anno, passando dal 63,1% del 2009 al 74% nel 2010. I prezzi delle case nuove hanno tenuto meglio in centro e nelle zone di pregio, dove il calo è solo del 0,5%, mentre in periferia è del 2,3%. Per quanto riguarda gli immobili commerciali, poi, negli ultimi sei mesi i prezzi degli uffici sono calati del 0,5%, i negozi dell’1%, mentre i box e i garage dell’1,1%.Questi immobili hanno visto, per lo studio, "l’inasprimento delle difficoltà di incontro tra un’offerta in crescita e una domanda in calo e con compravendite e contratti di locazione in progressiva flessione". Il ricorso al leasing per gli uffici è aumentato (57,3%), a scapito dei mutui (35,7%). Le previsioni per i prossimi sei mesi sono "di stabilità", come stabile è da due anni il rendimento medio lordo (4,4%). Nel corso della presentazione dei dati, Gualtiero Tamburini ha auspicato il ricorso all’housing sociale. "Di cui si è molto parlato, ma su cui a Bologna si è fatto poco. Non mi risulta che qui, come in altre città ci sia una progettazione in tal senso". Ha parlato della possibilità che gli enti locali "mettano a disposizione dei terreni a basso costo", come ad esempio una delle aree militari dismesse. Ci vorrebbero poi "dei capitali che investono per dare quelle case in affitto ad un canone basso", con il ricorso alla Cassa depositi e prestiti.

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