Casa, a Bologna crolla il mercato immobiliare


Crolla a Bologna il mercato della casa. A fine 2013 le compravendite in tutta la provincia ha subito un calo del 26% circa su base annua, e nel quarto trimestre la perdita rilevata è arrivata a -32%. Questa flessione, se sommata a quella degli anni precedenti, fa sì che in sei anni il mercato si sia letteralmente dimezzato nelle quantità scambiate sia nel settore residenziale che in quello non residenziale. Delle 10.140 compravendite effettuate in città e provincia a fine anno, l’85,5% sono relative a transazioni di abitazioni, la rimanente quota è ripartita tra settore terziario (380 scambi), commerciale (600) e produttivo (490 scambi). I dati sono di Confabitare, associazione proprietari immobiliari. “Il calo che si è verificato nel corso dell’anno appena trascorso – spiega Alberto Zanni, presidente nazionale di Confabitare – è l’esito di un congiuntura immobiliare che nell’ultimo semestre ha accentuato il tono negativo tracciato alla fine del primo semestre. Ad una domanda immobiliare sempre più debole si contrappone un’offerta crescente, alimentata anche dalla nuova produzione pianificata anni fa e che viene immessa in un mercato poco solvibile e molto selettivo”. In ambito abitativo fa eccezione il mercato delle locazioni, dove i contratti stipulati e la domanda di affitto sono stabili anche se sui livelli bassi raggiunti a fine 2012. Nel complesso il segmento locativo bolognese è meno penalizzato dalla congiuntura e la domanda immobiliare si è in parte spostata verso questo mercato: i canoni calano ma con una minore intensità rispetto ai prezzi delle compravendite, i tempi medi della locazione si riducono, a fronte di un allungamento anche fino a 12 mesi per le compravendite. Per contro il mercato della proprietà è stato investito da un allungamento dei tempi medi di vendita, e da una nuova flessione dei valori delle compravendite che, se sommate a quelle precedenti, determina un calo in conto capitale dei prezzi rispetto ai picchi del 2008, del 20% per le abitazioni, del 15% per gli uffici e dell’12,5% per i negozi. “E’ vero che il crollo del mercato immobiliare riguarda tutto il territorio nazionale e nel complesso le previsioni sono di almeno un altro anno difficile, ma Bologna tuttavia – sottolinea Zanni – sembra accusare il colpo più di altre città superando in negativo tanto Roma che Milano, con il suo -26%. Anche per la fine del 2013 non si può parlare neanche di timidi segnali di ripresa”.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet