Cartelle esattoriali: un imprenditore riminese chiede i danni


RIMINI, 4 LUG 2009 – Novità per l’imprenditore riminese dei trasporti che si era visto recapitare una cartella esattoriale da 330 mila euro per multe e bolli non pagati in trent’anni di attività. L’uomo non solo non intende pagare, ma ha deciso di fare causa alla Gerit-Equitalia di Rimini che gli ha spedito la cartella. Francesco Settimi, 74 anni, originario di Terni, titolare di una nota azienda di autobus di linea e a noleggio del Riminese, aveva accumulato decine di contravvenzioni ai mezzi di sua proprietà. Multe che si sono accumulate e che, con gli interessi di mora, ammontano ora a una cifra enorme da pagare. Tanto che, nonostante i 144 mila euro già versati, gliene erano stati chiesti altri 330 mila. Ma in base a una sentenza del 28 maggio in cui un giudice di pace di Roma ha stabilito che non hanno validità le cartelle esattoriali prive di copie conformi all’originale, si era rifiutato di pagare. I suoi legali, gli avvocati Giacinto Canzona e Anna Orecchioni di Roma, avevano infatti evidenziato l’invio al loro cliente delle cartelle solo in copia, senza contare che le sanzioni amministrative, passati cinque anni, cadono in prescrizione e quindi non si possono richiedere pagamenti che risalgono agli anni Ottanta o Novanta. Ora Settimi non solo non pagherà, ma intende chiedere i danni alla Gerit-Equitalia: circa 160 mila euro per appropriazione indebita. E intanto, sempre gli avvocati Canzona e Orecchioni segnalano un nuovo caso di ‘cartella pazza’ della Gerit ai danni di un cittadino di Roma del valore di circa 100 mila euro per multe e bolli non pagati. In questo caso, la società di riscossione ha pignorato l’abitazione del debitore, commettendo però un piccolo errore: è stata ‘colpita’ la casa del vicino e non quella del debitore. (ANSA).

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