“Carta canta” a Piacenza, arrestati 3 falsari digitali di banconote


PIACENZA, 28 MAG. 2009 – Si è conclusa con tre arresti e undici denunce l’indagine portata avanti per circa un anno dai carabinieri di Piacenza e del comando antifalsificazione monetaria di Roma, che hanno sequestrato nella città emiliana delle banconote false fabbricate grazie a sofisticati sistemi digitali di riproduzione. I militari hanno definito "straordinario" il caso, perché il 95% dei sequestri in Italia riguarda tipografie tradizionali, mentre questo ha a che fare con una strumentazione all’avanguardia, che produce del materiale contraffatto facilmente confondibile con la vera cartamoneta. Della banda dei falsari piacentini scoperta dai carabinieri fanno parte un grafico pubblicitario, un ingeniere, due tipografi, un commerciante e anche uno studente abile con scanner e computer. L’operazione che li ha visti coinvolti è stata chiamata "Carta canta" proprio perché solo attraverso il rumore della carta delle banconote stropicciate in mano era possibile distinguere quelle vere da quelle false. Il denaro contraffatto nasceva in una cantina della città trasformata in tipografia clandestina, dove gli insospettabili combinavano abilmente materiale digitale e attrezzi per la stampa tradizionali. E tracce di queste banconote sono state ritrovate in tredici paesi europei. Ma i falsari, tanto abili nel fabbricare soldi falsi, erano altrettanto ingenui nello spenderli. La banda infatti è stata scovata direttamente nel piacentino perché diversi componenti lasciavano mance troppo cospique alle ballerine di lap dance nei locali della zona.

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